Caso Ranza, i difensori degli agenti ribadiscono: "Nessuna tortura". Sentenza il 9 marzo

Si conclude la discussione dei difensori: "Testimonianze degli altri detenuti non sono credibili. Nessuno lo hai mai picchiato o colpito: non ci sono segni o lividi. Aveva problemi disciplinari e non voleva cambiare cella"

Di Redazione | 6 Febbraio 2023 alle 22:00

Caso Ranza, i difensori degli agenti ribadiscono: "Nessuna tortura". Sentenza il 9 marzo

Si è conclusa oggi la discussione dei difensori degli agenti di Polizia Penitenziaria coinvolti nel processo sul presunto pestaggio di un detenuto nordafricano nel carcere di Ranza a San Gimignano. Dopo le prime arringhe, spazio oggi a Manfredi Biotti, legale di quattro dei cinque sotto accusa di tortura, lesioni, falso e minacce, che in cinque ore ha cercato di rispedire al mittente le contestazioni per cui si chiedono pesanti condanne fino a 8 anni. Nell’evidenziare alcune difformità nell’acquisizione dei video della sorveglianza che riprendono i locali carcerari, “immagini che nella loro interezza avrebbero cambiato il quadro” Biotti ha reputato “non credibili” le versioni dei fatti rese dagli altri detenuti del braccio, dal momento che secondo una perizia balistica di parte non avrebbero avuto angoli di visuale idonei per vedere la scena, troppo lontana dalle loro celle.

E per la difesa non c’è stato alcun “atto degradante e inumano” – tra cui la mancata restituzione dei vestiti, smentita – sul tunisino, che non voleva cambiare cella ed aveva alle spalle numerosi problemi disciplinari. “Hanno agito in 15 per supporto, con i guanti  che sono di prassi. Durante il trasferimento il detenuto cade due volte ma nessuno lo colpisce da dietro, si vede dal video che non c’è contatto. E quando l’agente va a terra e gli è sopra non preme sulla cassa toracica, ma sui glutei, senza intenti lesivi. Il recluso ha detto che lo hanno picchiato in 5 nella sua cella, ma non aveva segni o lividi, solo una ferita lacero contusa auto-procurata, come da lui dichiarato”. L’ultima parola ora ai giudici, che emetteranno la sentenza il 9 marzo.

C.C



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