Caso Regeni, il documentario bocciato dai fondi pubblici arriva a Siena

Dopo il mancato finanziamento pubblico e le tensioni politiche, il documentario sarà proiettato all’Università di Siena nell’ambito dell’iniziativa nazionale

Di Simona Sassetti | 13 Aprile 2026 alle 11:30

Caso Regeni, il documentario bocciato dai fondi pubblici arriva a Siena

Il caso di Giulio Regeni torna al centro del dibattito pubblico e approda anche a Siena, dove mercoledì 15 aprile l’Università di Siena ospiterà la proiezione del docufilm “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, alle ore 16:00nell’Auditorium del Santa Chiara Lab con collegamento nell’Aula Magna del Presidio San Miniato e con ingresso libero e gratuito

Un appuntamento che si inserisce in un clima nazionale acceso, dopo le polemiche per il mancato finanziamento pubblico al documentario diretto da Simone Manetti. Il docufilm, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, era già stato respinto per richieste di finanziamento anche nel 2024 e nel 2025. Nonostante il riconoscimento del Nastro della Legalità 2026 e una distribuzione già avviata nelle sale, la commissione ministeriale lo ha giudicato “non meritevole di sostegno pubblico”. A rendere ancora più delicata la vicenda, le dimissioni – arrivate proprio nelle ore dell’esplosione del caso – di Massimo Galimberti e Paolo Mereghetti, componenti della commissione di valutazione: un elemento che ha alimentato dubbi sulla trasparenza e sul funzionamento del sistema.

Al centro resta un’opera che ricostruisce una delle vicende più drammatiche della recente storia italiana: quella del giovane ricercatore torturato e ucciso in Egitto nel 2016, un caso ancora senza colpevoli accertati, nonostante il processo avviato in Italia contro agenti dei servizi di sicurezza egiziani e i sospetti sul coinvolgimento del regime del presidente Al Sisi.

Proprio per questo il documentario ha trovato spazio fuori dai circuiti istituzionali, grazie all’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, che coinvolge 76 atenei italiani.

Tra questi anche Siena, dove la proiezione sarà accompagnata da un momento di confronto sui temi della libertà di studio e di ricerca. Il dibattito sarà aperto dai saluti istituzionali del Rettore Roberto Di Pietra e vedrà gli interventi dei docenti Lucrezia Ranieri e Federico Lenzerini, insieme a Gianni Del Panta, che nel suo percorso accademico ha vissuto un’esperienza di ricerca sul campo in Egitto simile a quella di Regeni. A coordinare l’incontro sarà il professor Luca Verzichelli.

L’iniziativa coinvolgerà complessivamente 76 università e circa 15mila persone nei mesi di aprile e maggio 2026, con proiezioni e momenti di confronto dedicati alla libertà della ricerca.

Un passaggio che lega la dimensione nazionale alla realtà locale, trasformando l’appuntamento senese in uno spazio di memoria, ma anche di confronto civile e culturale.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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