Caso Rinaldi: ok del giudice al patteggiamento per l’ex comandante e la moglie

Altri tre soggetti vanno a processo. I legali dell'ex comandante: "E' stato deciso di porre un punto definitivo su questo procedimento e andare avanti con le rispettive vite, i processi penali sono come coltelli che tagliano la carne viva di tutte le persone che ne sono coinvolte, direttamente ma anche indirettamente"

Il tribunale di Firenze ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dai legali dell’ex comandante della Polizia Municipale di Siena Cesare Rinaldi e della moglie Cristina Casini, anche lei ex agente del corpo di municipale, entrambi coinvolti nel caso di stalking a danno di una dipendente dell’università di Siena. Il gup fiorentino ha accordato il patteggiamento a 2 anni e 9 mesi per Rinaldi e a 1 anno e 10 mesi per la coniuge. Il giudice ha altresì accordato la messa alla prova per altri due carabinieri coinvolti – con contestuale sospensione del procedimento – mentre andranno a giudizio altri tre soggetti, tra cui un agente dei servizi segreti. Le accuse erano a vario titolo di stalking in concorso e accesso abusivo al servizio informatico di indagine, in relazione a una serie di atti stalking commessi a danno della donna e dei suoi familiari, con l’ausilio di alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine, che avrebbero agito dietro richieste dalla parvenza istituzionale.

 “I processi penali sono come coltelli che tagliano la carne viva di tutte le persone che ne sono coinvolte, direttamente ma anche indirettamente – è il commento dei legali di Rinaldi, gli avvocati Enrico e Lorenzo De Martino – È stato deciso di porre un punto definitivo su questo procedimento e andare avanti con le rispettive vite, anche se molti aspetti avrebbero potuto essere oggetto di approfondimento in dibattimento. Adesso ci auguriamo che possa definitivamente calare il sipario, anche mediatico, su questa vicenda”.

C.C