Castagna del Monte Amiata IGP, via al nuovo disciplinare per rilanciare la certificazione

Dalla Regione Toscana ok alle modifiche richieste dai produttori: ampliamento dell’area, nuove regole su calibro e vendita. Marras: “Settore di nuovo competitivo dopo la crisi del cinipide”

Di Redazione | 21 Marzo 2026 alle 15:00

Castagna del Monte Amiata IGP, via al nuovo disciplinare per rilanciare la certificazione

Nuovo passo avanti per il rilancio della Castagna del Monte Amiata IGP. La Giunta regionale ha dato il via libera alla modifica del disciplinare di produzione, accogliendo la richiesta avanzata da un gruppo di produttori locali iscritti al circuito di controllo dell’indicazione geografica.

Un intervento atteso dal settore, che punta a rafforzare la certificazione di un prodotto simbolo del territorio amiatino, duramente colpito negli anni scorsi dall’infestazione del cinipide galligeno, che aveva quasi azzerato la produzione di castagne fresche.

“Oggi il comparto torna competitivo – spiega l’assessore regionale all’economia e agricoltura, Leonardo Marras -. Grazie all’iniziativa dei produttori locali si aggiornano le norme senza stravolgere il legame con l’ambiente e la qualità tradizionale, con l’obiettivo di far ripartire una certificazione ormai quasi assente da anni”.

Importante anche l’introduzione della vendita frazionata, cioè la possibilità di vendere il prodotto prelevandolo da contenitori certificati e tracciati: una modalità molto richiesta soprattutto nelle numerose sagre autunnali del territorio.

Cambiano anche le regole sulla classificazione del prodotto: le castagne saranno suddivise per calibro con indicazione in etichetta, distinguendo tra “frutto grande” (fino a 80 frutti per chilogrammo) e “frutto medio” (da 81 a 95 frutti per chilogrammo), per rispondere meglio alle esigenze del mercato.

Maggiore attenzione anche alla redditività dei castanicoltori: i frutti non idonei alla vendita come prodotto fresco potranno essere destinati alla trasformazione o all’essiccazione, entrando comunque nella filiera certificata e mantenendo il riferimento IGP.

Tra le modifiche anche l’indicazione di una soglia massima dell’8% di prodotto non perfettamente sviluppato o deteriorato immesso sul mercato, oltre all’aumento del numero di piante per ettaro, della resa massima e all’ampliamento del periodo di raccolta.

L’iter non è ancora concluso: il prossimo passaggio sarà una riunione sul territorio convocata dal Ministero dell’Agricoltura. Seguirà la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, con 30 giorni per eventuali opposizioni. In assenza di rilievi, la documentazione sarà inviata alla Commissione europea per l’approvazione definitiva del nuovo disciplinare.



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