Una sala gremita, tante autorità ma anche moltissimi cittadini. L’Enoteca Italiana di Siena, nella serata di ieri – 12 marzo 2026 – ha ospitato la prima uscita pubblica dei CellaMusica, la band nata all’interno della casa circondariale di Santo Spirito, che ha presentato il suo primo album “InnocentEvasione”. Un progetto che unisce detenuti, agenti della polizia penitenziaria e volontari, dimostrando come la musica possa diventare uno strumento concreto di relazione, crescita e reinserimento sociale.
Il percorso è nato all’interno del carcere grazie al lavoro della Libera Università del Teatro (LUT) e al coinvolgimento di numerosi soggetti del territorio. Il laboratorio musicale ha preso forma nel corso di circa un anno di attività e ha portato alla realizzazione del disco e a una serie di esibizioni pubbliche, trasformando un’esperienza educativa in un vero progetto artistico.
Protagonisti sul palco musicisti che hanno dimostrato capacità da veri professionisti, guidati dal frontman Ernesto. Un lavoro corale, nato dalla collaborazione di più autori per testi e musiche, e reso possibile grazie a una rete territoriale che ha creduto nel valore del progetto e nel suo significato sociale. Un vero e proprio concerto che ha raccolto grandi e sinceri applausi.
Il direttore della casa circondariale di Siena, Graziano Pujia, ha sottolineato il valore dell’iniziativa ricordando come il progetto rappresenti pienamente la missione rieducativa del carcere: «È un sogno che si è realizzato con la pubblicazione del disco e con questo concerto. La cosa più bella è l’integrazione tra tutte le componenti della realtà penitenziaria: detenuti, personale e collaboratori esterni che suonano insieme».
Sulla stessa linea il comandante del reparto della polizia penitenziaria Marco Innocenti, che ha evidenziato il carattere innovativo dell’esperienza: «Detenuti e agenti, due mondi normalmente separati, si sono uniti attraverso la musica. È un modo per condividere, avvicinarsi e costruire un percorso nuovo».
L’assessore al sociale del Comune di Siena Micaela Papi ha parlato dell’importanza culturale e umana del progetto: «La musica, l’arte e la cultura sono strumenti straordinari per esprimere emozioni e creare nuove opportunità. Iniziative come questa costruiscono un ponte tra il carcere e la comunità».
Molto sentita anche la testimonianza della volontaria Eleonora Scricciolo, che ha sottolineato la partecipazione della città: «Quando il progetto è uscito dal carcere abbiamo ricevuto tanto sostegno e tanto affetto dalla cittadinanza. È stato commovente vedere quante persone hanno creduto in questa iniziativa e hanno contribuito anche alla realizzazione del disco».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, rappresentata da Niccolò Romano, per il sostegno al progetto e per aver creduto fin dall’inizio nel valore di questo percorso. Fondamentale anche il lavoro delle educatrici Maria Josè Massafra e Lorenza Pascali, che hanno accompagnato il cammino dei partecipanti sottolineando quanto il percorso condiviso abbia rappresentato un’esperienza di crescita per tutti.
Il progetto CellaMusica è stato reso possibile grazie a una rete di collaborazioni che coinvolge istituzioni, volontariato e realtà del territorio. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Ugo Giulio Lurini, anima della Libera Università del Teatro e promotore dell’iniziativa, che ha creduto fin dall’inizio nella forza della musica come strumento capace di abbattere i muri della detenzione.
L’obiettivo ora è continuare. La LUT sta già lavorando per nuove iniziative pubbliche e per portare l’esperienza di CellaMusica anche in altri contesti culturali della città, ampliando il pubblico e rafforzando sempre di più il ponte tra il “dentro” e il “fuori”.