Ansia, depressione, ritiro sociale e scolastico, uso eccessivo dei dispositivi digitali, disturbi del comportamento alimentare. Sono queste alcune delle principali difficoltà che oggi interessano adolescenti e giovani, con numeri in costante crescita anche sul territorio senese. Un quadro complesso, che richiede competenze specialistiche, lavoro di rete e interventi tempestivi.
Ne parla la dott.ssa Elena Margherita Presotto, neuropsichiatra infantile, che opera anche presso il Centro Dedalo di Siena, realtà da anni specializzata nella presa in carico del disagio psicologico in età evolutiva.
“La neuropsichiatria infantile è una disciplina che unisce neurologia e psichiatria – spiega la dott.ssa Presotto – e si occupa della relazione mente-cervello nel bambino e nell’adolescente. Questo significa seguire sia disturbi psichiatrici, come ansia, depressione, ritiro sociale e scolastico, sia disturbi del neurosviluppo, come autismo, ADHD, disturbi dell’apprendimento e del linguaggio, oltre ai disturbi del comportamento alimentare e alle patologie neurologiche”.
I dati confermano una tendenza preoccupante. A livello nazionale, nella fascia d’età tra i 10 e i 17 anni, i disturbi psichiatrici interessano circa il 14% della popolazione. In Toscana, secondo gli ultimi dati ARS, la percentuale sale al 17%, con un incremento significativo nel periodo post Covid.
“La pandemia ha rappresentato uno spartiacque, – sottolinea Presotto – il lungo tempo trascorso in casa ha favorito il ritiro sociale, l’isolamento e un uso massiccio dei device digitali. Oggi vediamo molti ragazzi che passano anche 14-16 ore al giorno davanti a uno schermo. Questo ha contribuito all’aumento dei disturbi d’ansia, dell’umore e delle dipendenze da videogame e tecnologia”.
Tra i principali campanelli d’allarme, oltre all’iperconnessione, emergono il progressivo isolamento, l’abbandono delle attività sportive e sociali, le difficoltà nel sonno e nell’alimentazione. Un ruolo fondamentale è spesso giocato dalla scuola, che intercetta per prima segnali come il calo improvviso del rendimento, l’aumento delle assenze, la difficoltà a partecipare alle lezioni o alle relazioni con i coetanei. Il lavoro con i ragazzi non può prescindere da una collaborazione stretta con le famiglie e con la scuola, – spiega ancora la neuropsichiatra – nei casi di ansia, depressione o ritiro sociale, è fondamentale costruire percorsi personalizzati e graduali, che rispettino i tempi del ragazzo e puntino prima di tutto al recupero della frequenza e del benessere, non alla performance”.
In questo contesto, il Centro Dedalo di Siena rappresenta un punto di riferimento sul territorio per la valutazione, la diagnosi e la presa in carico integrata di bambini, adolescenti e giovani adulti. Un’équipe multidisciplinare lavora in sinergia per offrire percorsi mirati, coinvolgendo quando necessario la scuola e i servizi territoriali, con l’obiettivo di intercettare precocemente il disagio e accompagnare i ragazzi e le famiglie verso un percorso di cura e di crescita.
«Riconoscere i segnali e intervenire per tempo fa davvero la differenza – conclude Presotto – il messaggio alle famiglie è di non minimizzare i cambiamenti improvvisi nel comportamento dei figli e di chiedere aiuto: oggi più che mai è fondamentale prendersi cura della salute mentale dei nostri ragazzi».
Il Centro Dedalo Siena conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura dell’ascolto e della prevenzione, mettendo competenze specialistiche al servizio della comunità senese e del territorio.