Chiusi, truffa del “finto operatore Poste”: rubati 24mila euro

In aula il racconto del 55enne truffato: contatti serrati tra il 6 e l’11 ottobre 2021, messaggi “di servizio” e la corsa notturna al bancomat

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 29 Gennaio 2026 alle 7:28

Chiusi, truffa del “finto operatore Poste”: rubati 24mila euro

Cinque giorni, una manciata di telefonate e la promessa di “mettere al sicuro” il conto. Ieri, nell’aula del tribunale di Siena, un 55enne di Chiusi ha ricostruito davanti al giudice Alessandro Maria Solivetti Flacchi il meccanismo che – secondo l’accusa – nell’ottobre 2021 gli avrebbe svuotato il BancoPosta per 24mila euro, tra ricariche e trasferimenti, e che oggi porta a processo cinque imputati per truffa e autoriciclaggio.

Alla sbarra due donne di 26 e 36 anni, entrambe di Benevento, un uomo di 24 anni, oltre a un quarantenne originario di Napoli e un venticinquenne nato in Romania: tutti residenti in Campania. Per la procura, rappresentata dal pm Alberto Bancalà, sarebbero coinvolti in quanto intestatari delle carte PostePay sulle quali sarebbero confluiti i versamenti disposti dalla persona offesa e poi movimentati.

La vittima, assistita dall’avvocata Fanny Lucia Zoi (foro di Siena) e costituita parte civile, ha raccontato un periodo “complicato”, tra problemi familiari e lavoro, nel quale dice di non essersi sentito lucido. Tutto sarebbe partito da un messaggio che richiamava l’universo PostePay e, a distanza di poco, da una chiamata: un uomo, sempre lo stesso, con voce e inflessione “nordica”, che si sarebbe presentato come addetto e avrebbe parlato di un blocco in corso e di un aggiornamento necessario. L’aggancio, riferisce, era la sicurezza: per completare la procedura, avrebbe dovuto seguire istruzioni precise allo sportello e agli Atm, digitando codici che in realtà – secondo l’impostazione accusatoria – corrispondevano a operazioni di ricarica verso carte intestate a terzi e a due postagiro.

Tra i passaggi più incisivi emersi in udienza, l’episodio notturno: una telefonata intorno a mezzanotte e l’invito a tornare subito allo sportello perché “a quell’ora il sistema è più veloce”. In aula sono arrivate anche le domande delle difese: per gli imputati assistono, tra gli altri, gli avvocati Giovanni Bizzarri e Ada De Marco del foro di Avellino; Orlando Sgambati e Clemente Crisci del foro di Santa Maria Capua Vetere; Michele Catafa del foro di Napoli e Fabio Ficedolo del foro di Benevento. Una delle vittime donne è stata difesa ieri in aula anche dall’avvocata senese Giada Airò Farulla.

Il processo è stato rinviato all’8 aprile per l’audizione della polizia giudiziaria che ha svolto gli accertamenti, l’esame degli imputati e la discussione.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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