“Palazzo Pubblico è la casa di tutti i senesi, ci rammarica leggere che sulla sede del circolo ‘Il Risorgimento ai Due Ponti’ il Comune ‘abbia voluto uno scontro’. Restiamo disponibili per trovare insieme soluzioni alternative in zona, in modo di permettere al circolo di proseguire la sua attività sociale sul territorio”. Così il Vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Siena, Michele Capitani, ha risposto all’interrogazione, durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, martedì 6 ottobre, presentata dai consiglieri del gruppo Partito Democratico (Giulia Mazzarelli, Anna Ferretti, Alessandro Masi, Gabriella Piccinni e Luca Micheli), del gruppo Per Siena (Vanni Griccioli), del gruppo Castagnini Sindaco (Massimo Castagnini), del gruppo Polis (Gianluca Marzucchi), del Gruppo Misto (Fabio Pacciani), del gruppo Progetto Siena (Adriano Tortorelli) in merito al recesso anticipato da contratto di locazione del circolo “Il risorgimento ai Due Ponti” e alla possibile destinazione dell’immobile all’ufficio immigrazione della Questura.
“Siamo stati noi come amministrazione – ha detto Capitani – a convocare i rappresentanti del circolo, consapevoli delle difficoltà rispetto a questo tipo di decisione, non dipendente dal Comune, e pronti non solo ad ascoltare le esigenze del circolo stesso, ma anche a cercare possibili risposte. Si tratta di un’operazione che non dipende in alcun modo dall’amministrazione comunale, ma non per questo ci siamo disinteressati. Il Comune è e deve continuare a essere un punto di riferimento sul territorio e sensibile alle esigenze quotidiane dei cittadini: abbiamo per questo lavorato e siamo disponibili ancora a lavorare per trovare soluzioni alternative in zona, utilizzando gli strumenti normativi e urbanistici a nostra disposizione”.
“Resta il fatto – ha proseguito Capitani – come anche lo spostamento dell’ufficio immigrazione sia un’esigenza da soddisfare in breve tempo. L’ufficio serve un utenza che registra numeri importanti di accesso dalla nostra provincia, come dimostrato dai dati, e per tale ragione deve essere collocata non nel centro storico della città. Per fare un esempio concreto, Siena è al momento l’unico capoluogo toscano assieme a Pisa ad avere l’ufficio immigrazioni in pieno centro. Un’ubicazione che crea difficoltà sia come logistica sia dal punto di vista organizzativo, aspetti sottolineati a più riprese da Prefettura e Questura di Siena. Preso atto della valutazione effettuata ufficio logistico della Polizia di Stato, è l’Agenzia del Demanio che ha competenza su questo aspetto e che ha individuato l’immobile ai Due Ponti, di sua proprietà, per tale spostamento”.
“Sulla possibilità di creare un tavolo istituzionale legato alla vicenda – ha precisato ancora il Vicesindaco – mi preme sottolineare come su immobili preordinati all’uso governativo come quello in questione, non è possibile utilizzare questo tipo di strumenti, perché l’iter spetta unicamente al Demanio. Infatti il Piano Casa, firmato nel 2024 con la stessa Agenzia del Demanio, ha determinato l’elenco di sedici immobili oggetto di riqualificazione e recupero, che non hanno questa specifica destinazione. Non è presente l’immobile di via Aretina, perché il Demanio non ha ritenuto di inserire tale struttura nell’elenco, essendo già presente il potenziale uso governativo. Per questo diventa impossibile attivare, un tavolo istituzionale con Demanio, Prefettura e Questura. Per immobili con questa specifica destinazione l’amministrazione comunale non ha competenze in questo senso e, ribadisco, non può nemmeno pensare di attivare uno scambio con un immobile di sua proprietà. Questo per due ragioni: non ne possiede uno con caratteristiche richieste ed inoltre il Demanio non attiva procedure di permuta se, come prima ricordato, ha già un immobile con vincolo preordinato a uso governativo tra le sue proprietà. Preciso anche che sono state effettuate ricerche amministrative e lo scambio tra amministrazioni di immobili di rispettiva proprietà è una procedura complessa, che negli ultimi trenta anni non ha mai trovato attuazione, complici le rigide regole di individuazione di valori identici al fine di non incorrere in potenziali danni erariali”.
“Anche per altre situazioni sul territorio – ha concluso Capitani – il Comune ha trovato soluzioni condivise che riuscissero a equilibrare le diverse esigenze sul tavolo ed è proprio partendo da questo che ribadiamo la disponibilità a lavorare insieme ai rappresentanti del circolo per creare tutti i presupposti affinché sia trovata la giusta risposta”.
La consigliera Giulia Mazzarelli (Partito Democratico), che ha illustrato l’interrogazione, si è dichiarata “assolutamente non soddisfatta. In questa vicenda c’è una domanda ancora inevasa: siamo davvero sicuri che siano state cercate fino in fondo le soluzioni per una sede alternativa all’ufficio immigrazione e non al circolo? Dalle parole dell’assessore emerge un punto di vista chiaro, ovvero che sia il circolo a dover lasciare la propria sede. E’ evidente che le esigenze della questura ci siano e vadano affrontate, ma proprio perché ci sono esigenze importanti, ci saremo aspettati da parte dell’amministrazione un maggiore equilibrio e soprattutto la volontà di trovare la soluzione, appunto, più equilibrata. Mi hanno colpito anche le parole dell’assessora Cardini, in parte riprese anche oggi, secondo cui, con il trasferimento dell’ufficio immigrazione in una sede periferica della città non ci sarebbero stati più episodi spiacevoli nel centro della città. Stiamo cercando davvero la soluzione migliore, o stiamo spostando un problema da una parte all’altra della città, tentando di nasconderlo? e perché a pagare il prezzo deve essere il circolo ‘Il Risorgimento ai Due Ponti’. Credo che alla base ci sia un problema di mancanza di volontà. Il circolo non è solo un edificio: sono le persone che da generazioni lo tengono vivo, lo hanno curato, mantenuto e vissuto fino a oggi. Persone che valgono più di tante parole, che incarnano ancora la memoria di quando quello spazio fu sottratto con la forza sotto con il regime fascista e non tornò più indietro ai legittimi proprietari. Non possiamo semplificare il tutto semplicemente trovando un’altra sede, il luogo e le persone che lo animano sono un tutt’uno: sono parte importante della storia democratica della città, sarebbe una ferita irreparabile per Siena e per la sua memoria civile. Anche io credo che in questa vicenda non dovrebbero esserci due schieramenti, uno favore della Questura, l’altro a favore del circolo. Il compito del Comune è trovare soluzioni anche quando ci sono due posizioni in contrasto apparentemente inconciliabili. Prima di dire che non ci sono soluzioni alternative, però, bisogna che il Comune si faccia carico di un confronto con Demanio, Questura e Prefettura, in modo da evitare che un luogo con una storia così profonda si separi dalla città. Si tratta oltretutto di uno degli ultimi e pochi presidi all’interno della città per socialità, associazionismo e cultura. Posso annunciare, per tutte queste ragioni, che dal consiglio comunale di oggi parte simbolicamente una mobilitazione che vedrà come prima tappa l’assemblea pubblica del prossimo 15 ottobre, già annunciata dal circolo”.