Un episodio grave e inquietante ha scosso nei giorni scorsi la comunità scolastica dell’Istituto Sarrocchi di Siena, dove nei bagni della scuola è comparsa una lista di nomi di studentesse, esposte pubblicamente in un contesto offensivo e umiliante. Un gesto che richiama, per dinamiche e gravità, i recenti fatti avvenuti al liceo Giulio Cesare di Roma e che, secondo CISL Scuola Siena, non può essere minimizzato o liquidato come una semplice bravata.
Il sindacato esprime piena solidarietà alle studentesse coinvolte e una ferma condanna dell’accaduto. “Siamo di fronte a un segnale allarmante che colpisce il cuore della nostra comunità scolastica – dichiara la Segreteria territoriale –. Mettere alla gogna i nomi di giovani ragazze è una forma di violenza psicologica e di genere che non trova spazio nei valori di rispetto e civiltà che la scuola rappresenta ogni giorno”.
CISL Scuola Siena ha inoltre espresso il proprio sostegno alla dirigente scolastica, professoressa Cecilia Martinelli, e a tutto il personale dell’istituto, per la prontezza e la fermezza con cui è stata affrontata la situazione. L’immediata interdizione degli spazi coinvolti e l’avvio delle procedure per individuare i responsabili sono stati definiti interventi necessari per ristabilire un clima di sicurezza, decoro e fiducia.
A preoccupare maggiormente è il carattere emulativo di simili gesti, che evidenzia una fragilità educativa sempre più diffusa. “Il Sarrocchi è una delle eccellenze del nostro territorio – sottolinea il sindacato – un luogo dove si costruisce il futuro professionale e umano delle nuove generazioni. Non permetteremo che l’immagine di una comunità sana venga compromessa da pochi, né che le studentesse si sentano meno sicure tra le mura della propria scuola”.
Il sindacato ribadisce la necessità di investire con decisione sull’educazione emotiva, sull’empatia e sulla costruzione di relazioni sane e rispettose, riconoscendo il ruolo centrale di docenti e personale ATA come presidio quotidiano di legalità e cultura.
“Siena è da sempre un modello di coesione sociale e sicurezza – conclude CISL Scuola Siena –. Questo episodio deve diventare uno stimolo per rafforzare la collaborazione tra scuola, famiglie e istituzioni, trasformando una vicenda odiosa in un’occasione di crescita civile per tutti”.