Un’unica data, una sola città, quattro episodi: il fascicolo corre veloce, l’aula molto meno. E così, nei giorni scorsi, al tribunale di Siena il processo per una serie di presunte rapine e tentate rapine avvenute a Colle Val d’Elsa il 28 maggio 2023 ha incassato un rinvio lungo: si ripartirà il 28 settembre 2026. Davanti al giudice Francesco Picardi, con il pubblico ministero Alberto Bancalà e la difesa affidata all’avvocata Giulia Salvini del foro di Siena, è approdata la posizione di un uomo quarantenne chiamato a rispondere, a vario titolo, di rapina e tentata rapina. L’udienza, però, non è entrata nel merito: il giudice ha disposto il rinvio per un errore formale, perché – è emerso – la Procura non aveva provveduto alla citazione dei testimoni.
Quattro azioni nella stessa giornata
Gli addebiti ricostruiscono una sequenza di episodi concentrati nella medesima data e nello stesso centro della Val d’Elsa. Tutti ai danni di uomini adulti. Nel primo caso, l’accusa parla dello strappo di una catenina di bigiotteria color oro dal collo, con violenza finalizzata all’impossessamento. Sempre secondo la contestazione, dopo lo strappo sarebbe seguito anche un colpo al volto della persona offesa e l’oggetto sarebbe stato poi riposto in tasca. Per questo episodio viene contestata la rapina, con riferimento anche alle aggravanti. Il secondo capo riguarda un ulteriore presunto strappo: al centro, una catena in metallo, sempre con violenza e con l’obiettivo di conseguire un ingiusto profitto. In questo episodio l’impossessamento, è stato riportato nelle indagini, sarebbe avvenuto solo in parte. Gli altri due fatti vengono qualificati come tentate rapine. In un caso l’azione, secondo l’imputazione, sarebbe stata diretta a sottrarre un orologio indossato al polso sinistro, afferrandolo e tirandolo con forza; il reato non si sarebbe consumato perché l’orologio non si sarebbe staccato. Nell’ultimo episodio contestato, invece, si parla del tentativo di portare via un paio di occhiali da sole: la persona offesa sarebbe stata afferrata al collo con una presa stretta e gli occhiali sarebbero stati sfilati, ma l’oggetto non sarebbe stato sottratto perché la vittima avrebbe reagito, spingendo l’uomo e riprendendoseli.
Stop tecnico e nuova data
In aula non si è arrivati alla fase dell’istruttoria. Il rinvio deciso dal giudice Picardi è legato a una questione procedurale: senza la regolare citazione dei testi, il dibattimento non può proseguire secondo le forme previste. Resta ora fissata la prossima tappa: 28 settembre 2026. Fino ad allora, la ricostruzione definitiva dei fatti e l’accertamento delle eventuali responsabilità resteranno affidati al percorso processuale, con le verifiche che saranno svolte nelle sedi competenti.