Il conto, questa volta, è arrivato davvero. E non in forma di diffida, ma con timbro del Tribunale e un bonifico già registrato. Il Comune di Siena ha incassato complessivamente 269.603,90 euro a chiusura di una vicenda partita nell’estate 2024, passata da un decreto ingiuntivo e finita con una sentenza che ha confermato la richiesta dell’amministrazione.
La storia nasce attorno a una polizza fideiussoria da 242 mila euro, rilasciata da una società a garanzia degli obblighi previsti dal contratto di concessione in uso e gestione congiunta – con lavori di adeguamento in regime accessorio – collegato ai rapporti tra Acr Siena 1904 Ssd e il Comune. All’epoca il presidente della Robur era Emiliano Montanari. Quando l’escussione della polizza non ha prodotto il pagamento, il Comune ha scelto la strada del procedimento monitorio.
Il ricorso è arrivato in Tribunale a Siena e il giudice Giulia Capannoli, con decreto ingiuntivo, ha accolto la richiesta dell’amministrazione: intimazione a pagare 242.000 euro entro 40 giorni dalla notifica, oltre interessi legali dal dovuto al saldo e spese della procedura. Le spese erano state liquidate in 2.242 euro per compensi professionali e 406,50 euro per spese, più rimborso forfettario del 15% e accessori di legge (Iva e Cpa). Il decreto, come previsto, avvertiva che entro lo stesso termine era possibile proporre opposizione, altrimenti l’ingiunzione sarebbe diventata definitiva.
L’opposizione è stata presentata. Il Comune si è costituito in giudizio tramite l’Avvocatura civica, con mandato agli avvocati Anna Sardelli e Sara La Valle. La causa si è chiusa il 2 gennaio 2026: con sentenza apposita, la giudice Marianna Serrao ha rigettato l’opposizione e ha confermato il decreto ingiuntivo. Nello stesso provvedimento la parte soccombente è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali in favore del Comune: 11.972,50 euro per compensi professionali, oltre rimborso forfettario del 15% e accessori di legge, per un totale complessivo quantificato in 17.641,38 euro.
A quel punto il Comune ha chiesto il pagamento delle somme dovute, dettagliando importi e voci sia del decreto ingiuntivo sia della sentenza. La richiesta è stata inviata via Pec il 12 gennaio 2026. Il versamento è arrivato il 27 gennaio con bonifico bancario a favore del Comune: 269.603,90 euro complessivi. Dentro quel totale, come ricostruito negli atti comunali, ci sono tre voci principali: i 242.000 euro legati alla polizza fideiussoria; 6.253,55 euro di interessi legali calcolati dal 8 ottobre 2024 al 2 gennaio 2026; e 21.350,35 euro riferiti al recupero di spese legali e accessori.
Sul piano giudiziario, la vicenda ha ruotato – come si è visto – attorno a due passaggi chiave: il decreto ingiuntivo del 2024, che ha riconosciuto la pretesa del Comune in sede monitoria, e la sentenza di inizio 2026, che ha confermato l’ingiunzione dopo il contraddittorio instaurato con l’opposizione. Un esito che, nei fatti, ha portato all’incasso delle somme indicate e alla chiusura della fase di recupero oggetto del procedimento. Oggi, 11 febbraio 2026, il Comune certifica l’entrata e archivia la pratica sul fronte contabile, mentre resta agli atti la sequenza completa: polizza escussa senza esito, ricorso, decreto, opposizione, sentenza, richiesta di pagamento e bonifico finale.