Comune di Siena, l’assessore Pagni illustra il bilancio: prudenza sui conti, più risorse a sociale, cultura e casa

IMU per 27-29 milioni, Fondo di solidarietà a 64-66 milioni, spesa sociale pari al 10% del bilancio: il Comune rivendica margini di indebitamento bassi e punta su destagionalizzazione turistica

Di Redazione | 30 Gennaio 2026 alle 16:00

“Siamo una città normale” dopo la fine dell’era dei trasferimenti della Fondazione Mps: così l’assessore al Bilancio di Siena, Riccardo Pagni, sintetizza la linea del bilancio di previsione approvato, fondato su prudenza, conti in ordine e investimenti mirati. Il servizio del debito pesa oggi circa l’1,72% sulle entrate correnti ammissibili, lontano dal tetto di legge del 10%, con un profilo previsto al 2,2-2,3% al 2028: “Abbiamo margini per nuovi mutui sulle opere, senza compromettere spesa sociale e servizi”.

Pagni ha richiamato il quadro normativo che regola i conti degli enti locali, dal Testo unico (Tuel) al d.lgs. 118/2011, sottolineando la centralità della previsione triennale, l’attenzione alla competenza e la verifica dei residui. La manovra nasce dalle richieste degli uffici, viene tarata sui dati dell’anno in corso e incorpora i flussi attesi da Stato e Regione, inclusi i fondi vincolati (ancora significativi nel 2026 per la coda del PNRR).

Entrate. La struttura delle risorse poggia su tributi locali e trasferimenti. L’IMU vale tra 27 e 29 milioni, la Tari circa 15 milioni (riversati al gestore in base alle tariffe dell’autorità d’ambito), mentre l’addizionale Irpef porta circa 8 milioni con aliquote invariate. Il Fondo di solidarietà comunale garantisce 64-66 milioni. I trasferimenti correnti, soprattutto per progetti vincolati, oscillano tra 6 e 8 milioni, con una stima alta per l’ultimo ciclo PNRR. Le entrate extra-tributarie, dalle concessioni ai servizi museali, scolastici e della sosta, ammontano a 38-40 milioni.

Uscite. Sul versante della spesa corrente, il personale costa 24-26 milioni. Il capitolo sociale supera 12-13 milioni (circa il 10% del bilancio), includendo infanzia, anziani, disabilità e sport giovanile. Cultura e turismo assorbono circa 15 milioni, voce che comprende anche manutenzioni e gestione del patrimonio museale.

“Una sana amministrazione, come una famiglia, deve stare nei limiti delle proprie possibilità. Non si creano debiti che poi commissariano la città”. È quanto chiosa l’assessore Riccardo Pagni.

Casa e canoni calmierati. Il Comune segnala 1.030 alloggi ERP assegnati tramite Siena Casa, a copertura di gran parte della fascia più fragile. Per la fascia intermedia sono stati acquistati nuovi 27 appartamenti a canone concordato (18 in zona via Aldo Moro a San Miniato e 9 tra via Caduti di Vicobello e viale Achille Sclavo), che si aggiungono a un patrimonio complessivo di circa 100 alloggi calmierati. Pagni parla di “occasioni” colte grazie a condizioni favorevoli maturate negli anni passati con le cooperative proprietarie.

Turismo e destagionalizzazione. La spesa culturale è difesa come leva per sostenere commercio e lavoro, ampliando la stagione delle presenze. Dopo le polemiche sui costi di capodanno, l’assessore rivendica l’impatto economico: 30.000 persone in piazza del Campo e un “ponte” iniziato dal 26 dicembre. Resta il monito sugli affitti commerciali: “Il Comune non può pagare gli affitti, ma può creare eventi e condizioni perché la città lavori anche nei mesi tradizionalmente deboli. Le permanenze più lunghe aiutano negozi e occupazione. Con la fine dei trasferimenti Mps il lavoro è cambiato: destagionalizzare significa dare più continuità ai rapporti di lavoro”.

Opere “invisibili” e conto capitale. Adeguamenti antincendio, sicurezza e interventi sul patrimonio passano per il bilancio in conto capitale, sostenuti in parte da mutui. Pur potendo spingere fino al 10% del servizio del debito sulle entrate ammissibili, Palazzo Pubblico mantiene una soglia bassa per non comprimere la spesa corrente. Nel triennio, le cifre diffuse dall’assessore indicano: 11,185 milioni per strade, 11,348 milioni per scuole, 5,5 milioni per impianti sportivi e 18,9 milioni di manutenzioni straordinarie sul patrimonio (tra cui Santa Maria della Scala).

L’eredità Mps e i limiti di realtà. Il confronto storico resta impietoso: tra il 2006 e il 2008 la Fondazione Mps trasferiva al Comune 35-48 milioni l’anno in spesa corrente. Oggi, con un bilancio complessivo di circa 112 milioni (contro i 98 di allora), “quei soldi non ci sono più” e la città deve misurarsi con le proprie entrate. Le criticità più visibili restano le manutenzioni diffuse (circa 500 km di strade), uno stadio da rifunzionalizzare e impianti sportivi in ripresa. “Siamo diventati una città normale – afferma Pagni -. All’epoca si facevano interventi immediati, spesso personalizzati: oggi si lavora per priorità e strutturalmente, dentro i vincoli di bilancio”.

Reazioni e nodi aperti. Restano le perplessità di parte della città su strade e priorità di spesa, così come le critiche emerse sugli investimenti per gli eventi. L’amministrazione risponde rivendicando l’effetto leva su commercio e occupazione e la necessità di garantire sicurezza e adeguamenti normativi, spesso “invisibili” ma obbligatori. Sul fronte rifiuti, l’ente conferma il ruolo di mero esattore della Tari, con tariffe determinate dall’autorità d’ambito.

Prossimi passaggi. In chiusura del ciclo PNRR, la giunta punta a finalizzare i cantieri finanziati, proseguire con manutenzioni e sicurezza del patrimonio e ampliare il bacino di alloggi a canone concordato. La bassa incidenza del debito lascia spazio a nuovi mutui selettivi per opere pubbliche, con l’obiettivo di non sacrificare sociale e servizi. “La città deve andare avanti, chiunque governi: lasciare margini a chi verrà è parte della buona amministrazione”, ha concluso Pagni, ringraziando gli uffici per il supporto tecnico-contabile.



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