Comuni montani, la Toscana critica i nuovi criteri nazionali: approvata mozione Pd

La mozione ha avuto i voti favorevoli della maggioranza e il voto contrario dei gruppi di centro destra

Di Lorenzo Agnelli | 17 Gennaio 2026 alle 18:30

L’Aula del Consiglio regionale della Toscana ha approvato una mozione del Partito Democratico che esprime forti critiche ai nuovi criteri nazionali per la classificazione dei comuni montani. Hanno votato a favore Pd, Casa Riformista, Alleanza Verdi Sinistra (Avs) e M5s, contrari Fratelli d’Italia e Forza Italia.

La mozione impegna la Giunta regionale a chiedere, in tutte le sedi competenti, una revisione dei criteri del Decreto della Presidenza del Consiglio, introducendo parametri più sfumati e adeguati alla realtà dei territori. In particolare, la mozione sottolinea la necessità di considerare non solo fattori geografici come altitudine e pendenza, ma anche indicatori socio-economici, tra cui spopolamento, invecchiamento, difficoltà di accesso ai servizi e fragilità economica. Si richiede inoltre l’adozione di meccanismi correttivi per evitare discontinuità territoriali anomale, valorizzando le aggregazioni già esistenti, come le Unioni di Comuni, e riconoscendo il ruolo strategico dei servizi ecosistemici offerti dalle aree montane.

La mozione sollecita anche un incremento sostanziale della dotazione del Fondo per la Montagna, previsto dalla legge 234/2021, e il monitoraggio dell’attuazione della legge 131/2025 per evitare classificazioni penalizzanti per i comuni toscani, garantendo al contempo la flessibilità nell’erogazione dei servizi essenziali come sanità e istruzione.

Le dichiarazioni dei consiglieri regionali

Mario Puppa (PD) ha definito “allarmante” l’impatto dei nuovi criteri sul territorio toscano:
“L’applicazione dei criteri del Governo ricade sul nostro territorio con conseguenze drammatiche, non solo per i comuni montani storici, ma anche per cittadini e imprese. Quasi la metà dei sostegni rischia di essere destinata ai comuni alpini del Nord Italia, penalizzando gli Appennini. Chiediamo che si utilizzino criteri più consoni alla storia e alle esigenze dei nostri territori, tutelando chi vive oggi nei comuni montani.”

Massimiliano Ghimenti (Avs) ha evidenziato come i criteri nazionali siano troppo rigidi e possano far perdere la classificazione montana a molte realtà toscane:
“Il territorio toscano ha caratteristiche montane reali, spesso diverse dalle Alpi, ma ugualmente rilevanti. La sospensione dei nuovi criteri è una vittoria dei territori, e il Consiglio regionale chiede che il provvedimento sia rivisto per garantire sostegno adeguato a chi rischia di essere escluso.”

Dall’opposizione, Jacopo Ferri (Forza Italia) ha spiegato il voto contrario alla mozione:
“Non abbiamo votato a favore perché il tema non va trattato con retorica ideologica. La riforma nazionale è ancora in itinere e bisognerà valutare i provvedimenti definitivi. Serve più risorse per la montagna e una pianificazione efficace, senza penalizzare comuni realmente montani.”

La mozione approvata oggi segna un passo chiaro della Toscana nel difendere i comuni montani e le loro peculiarità, in attesa che il Governo definisca criteri più equilibrati e coerenti con le esigenze dei territori.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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