Concerto per l’Italia, la grande musica torna a Siena: evento simbolo dell’estate firmato Chigiana. Sani: "Appuntamento internazionale"

Il direttore artistico sul programma estivo: “Lo sveliamo il 9 aprile”

Di Simona Sassetti | 28 Febbraio 2026 alle 22:30

Nel corso di Sette Giorni Nicola Sani, direttore artistico dell’Accademia Chigiana, ha presentato il Concerto per l’Italia come uno degli snodi principali della programmazione estiva. “Ci dobbiamo aspettare un grandissimo evento”, ha detto, definendolo “un classico dell’estate musicale internazionale”. Sani ha ricordato che l’evento è diventato un riferimento anche per la diffusione nazionale: “La Rai conferma la produzione televisiva di questo evento”, con trasmissione e “diretta radiofonica da Rai Radio 3”.

Le origini, “Nato come risposta al Covid, grande desiderio di ritrovarsi”
Sani ha ricostruito l’origine del progetto: “Il Concerto per l’Italia nasce come risposta al Covid, quindi come uscita dalla pandemia, come grande desiderio di ritrovarsi assieme in una delle piazze più belle del mondo per ascoltare la musica dal vivo”. Dal 2021, ha aggiunto, si è ripetuto ogni estate “diventando un rito”, fino a una definizione che riassume l’identità dell’appuntamento: “Possiamo considerarlo il concerto di capodanno dell’estate”.

Harding e Bollani, “Due straordinari artisti del nostro tempo”
Sui protagonisti, Sani ha annunciato un’edizione che definisce “straordinaria”: “Daniel Harding, grandissimo direttore”, con “Stefano Bollani per la prima volta assieme”. Ha collegato Harding al ritorno dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: “Torna dopo il primo anno perché fu proprio l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ad aprire il Concerto per l’Italia, all’epoca fu Antonio Pappano il direttore, quest’anno è Daniel Harding con Stefano Bollani”.

Il programma, “Lo sveliamo il 9 aprile”
Sani ha spiegato che il programma musicale sarà presentato ufficialmente in occasione della conferenza del Chigiana International Festival & Summer Academy. “Non sveliamo perché lo sveleremo il 9 aprile”, ha detto, collocando l’evento dentro un’estate estesa: “Un festival che quest’anno si apre il 7 luglio e si conclude il primo settembre”. La data del Concerto per l’Italia è stata indicata come centrale: “Il 18 luglio appuntamento imperdibile e imprescindibile in Piazza del Campo”.

Tradire, “Non è la fine, la musica ci dice che andiamo avanti”
Ampio spazio è stato dedicato anche a Tradire, rassegna centrata su tradizione e identità. Sani l’ha definita “frutto di una invenzione splendida di Stefano Jacoviello”, ricordando il titolo dell’edizione: “Non è la fine”. Il senso, ha spiegato, è una risposta culturale a un tempo percepito come fragile: “Siamo davanti a un momento molto difficile, questa specie di horror vacui, la musica ci dice che invece andiamo avanti, che possiamo continuare a vivere e a comunicare attraverso le più belle musiche”.

Gli appuntamenti, “Giovedì alle 21, ingresso libero e degustazione”
Sani ha ricordato la struttura delle serate: “Gli appuntamenti di Tradire sono sempre il giovedì alle ore 21”. Ha sottolineato l’accessibilità: “Sono all’ingresso libero, chi prima arriva bene alloggia”, invitando a “prenotare per tempo” il posto.  Prossimo appuntamento giovedi 5 marzo con “Napoli e poi…”

Chigiana e alta formazione, “Qui si viene per diventare protagonisti”
Sul ruolo della Chigiana, Sani ha sintetizzato la missione formativa con una frase: “Alla Chigiana non si viene per imparare la musica ma per diventare protagonisti della musica”. Il punto, ha detto, è l’integrazione tra studio e palcoscenico: “Ha creato un grande palcoscenico di altissimo prestigio dove i giovani che vengono a studiare qui possono anche esibirsi avendo la prima grande platea internazionale per loro”. In questo quadro, ha ricordato, la Chigiana si confronta con un sistema internazionale competitivo, ma mantiene un profilo di eccellenza, “una punta di diamante”.

Micat in Vertice, “Stagione di riferimento nazionale”
Infine, Sani ha richiamato la Micat in Vertice, definendola “stagione di riferimento a livello nazionale”. Ha citato alcuni appuntamenti, tra cui l’arrivo del Quartetto Modigliani e, più avanti, del Danish String Quartet, descritto come un obiettivo atteso: “Gli abbiamo dato la caccia per sei anni, finalmente siamo riusciti ad acchiapparlo”. E ha concluso con una valutazione sull’offerta musicale cittadina: “Penso che Siena abbia un’offerta musicale incredibile, neanche a Salisburgo”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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