Il Biotecnopolo di Siena “è già una realtà” e rappresenta “una grande opportunità di sviluppo scientifico, occupazionale e di posizionamento internazionale per la città e per l’Italia”. Lo ha affermato il sindaco Nicoletta Fabio rispondendo, nel Consiglio comunale di oggi, all’interrogazione presentata dal gruppo Partito Democratico (Masi, Ferretti, Mazzarelli, Micheli e Piccinni) sul futuro del Biotecnopolo e sulle risorse previste nella legge di bilancio 2026-2028.
Secondo il primo cittadino, il Biotecnopolo non è un progetto locale ma una vera infrastruttura nazionale nelle scienze della vita, con un ruolo centrale nella ricerca e nella prevenzione sanitaria. “Un patrimonio pubblico da tutelare e valorizzare – ha detto – al di là delle dialettiche politiche”.
Fabio ha rivendicato il rafforzamento della governance della Fondazione avviato dal 2023, con una riorganizzazione che ha introdotto una direzione generale con competenze manageriali accanto a una direzione scientifica di alto livello. “Oggi la Fondazione opera con un impianto di governo più solido ed è orientata ai risultati e ai partenariati internazionali”.
La sede operativa è già attiva e i laboratori stanno entrando progressivamente in funzione. Sono state assunte quaranta unità tra ricercatori e tecnici altamente qualificati, con l’obiettivo di arrivare a circa 150 addetti entro il 2026. In parallelo, la Fondazione ha finanziato trenta borse di dottorato nell’ambito del dottorato di interesse nazionale sulla diagnosi, prevenzione e terapia delle malattie epidemico-pandemiche. Le prime linee di ricerca riguardano vaccini di nuova generazione, anticorpi monoclonali e contromisure mediche innovative.
Sul piano internazionale, il Biotecnopolo guida uno dei pilastri dell’European Vaccines Hub, in collaborazione con istituti di eccellenza europei, e ha attivato sinergie con l’Istituto Superiore di Sanità, l’ospedale Bambino Gesù e l’Università Humanitas. “Questo – ha sottolineato Fabio – conferma il riconoscimento di Siena come nodo scientifico strategico”.
Il sindaco ha difeso anche la scelta della sede Mrc, individuata tramite procedura pubblica, e la rimodulazione dei finanziamenti. Il progetto, istituito con la legge finanziaria 2021, era stato accompagnato da oltre 320 milioni di risorse straordinarie e solo 16 milioni di fondi ordinari. “Un errore concettuale – ha detto – perché la ricerca ha bisogno di investimenti stabili e tempi compatibili con la sua natura”. Da qui la decisione di ricondurre i fondi nel Piano nazionale complementare, prorogando la scadenza dal 2026 al 2028. “Non è un taglio – ha insistito Fabio – ma una misura di tutela e responsabilità amministrativa”.
Nel suo intervento, il sindaco ha anche rivendicato l’acquisto della sede come operazione strategica che ha dato stabilità patrimoniale all’ente e ha prodotto benefici indiretti anche per Toscana Life Sciences, “riportando ordine in una situazione finanziaria compromessa”. “Questo Governo – ha concluso – sta trasformando un progetto emergenziale in una vera infrastruttura permanente dello Stato”.
Di segno opposto la valutazione del consigliere Alessandro Masi (Pd), che ha illustrato l’interrogazione. “Non è una polemica – ha detto – ma un contributo costruttivo su uno dei progetti più importanti per il futuro di Siena”. Masi si è detto insoddisfatto della risposta dell’Amministrazione, perché “conferma che nella legge finanziaria non è previsto alcun ristoro dei 130 milioni tolti rispetto alle previsioni del 2022”.
Per il Pd, l’istituzione del Biotecnopolo con fondi Pnrr “non è stato un errore politico ma un merito” del governo di centrosinistra, in continuità con il lavoro svolto negli anni da Toscana Life Sciences. “Bene le 40 assunzioni e i 30 dottorati – ha aggiunto – ma degli oltre 100 milioni tolti dal Governo nazionale non c’è traccia”. Il differimento al 2028 delle scadenze del Piano nazionale complementare viene giudicato positivo, ma non specifico per Siena. “Quelle risorse – ha concluso Masi – per ora sono perse per il nostro territorio, ed è su questo che chiedevamo al Comune di vigilare”.
Il confronto resta quindi aperto: tra la linea dell’Amministrazione, che parla di consolidamento e messa in sicurezza del progetto, e l’opposizione, che denuncia un ridimensionamento finanziario destinato a pesare sul futuro del Biotecnopolo.