Durante il Consiglio comunale di oggi a Siena, il futuro del Santa Maria della Scala è tornato al centro del dibattito politico con l’interrogazione del consigliere del Gruppo Misto Fabio Pacciani. A rispondere è stata il sindaco Nicoletta Fabio, delineando la strategia dell’amministrazione tra interventi strutturali, rilancio internazionale e revisione dell’assetto della Fondazione.
Al centro della risposta il progetto dedicato al Vecchietta, inizialmente concepito come mostra ma poi trasformato in un intervento permanente. “Abbiamo scelto – ha spiegato il sindaco – di privilegiare un riordino museografico, architettonico e filologico, piuttosto che un evento temporaneo, investendo in modo duraturo sulla struttura”. Una decisione condivisa con il Ministero della Cultura e orientata alla sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare nel tempo il valore culturale del complesso.
Il progetto ha comunque mantenuto una dimensione scientifica internazionale grazie alla collaborazione con la Frick Collection di New York e alla produzione di una doppia monografia critica. Sul fronte delle mostre, confermata l’apertura dell’esposizione su Santa Caterina il 28 novembre, mentre lo slittamento al 2026 è stato attribuito ai ritardi dei curatori nella definizione del progetto e nell’ottenimento dei prestiti. Parallelamente, l’amministrazione punta a valorizzare anche l’area di Santa Caterina della Notte, per lasciare un’eredità oltre la temporaneità dell’evento.
Uno dei nodi principali riguarda la rifunzionalizzazione degli spazi. Il Comune ha scelto di puntare su un nuovo masterplan per ridefinire l’identità del complesso, affidato al coordinamento dello storico dell’architettura Luca Molinari e sviluppato con tre studi internazionali. Le proposte saranno presentate al pubblico nel mese di maggio. Nel frattempo, prosegue l’attività espositiva, con tredici mostre nel 2024 e dieci nel 2025, orientate alla valorizzazione del patrimonio e a progetti contemporanei site specific.
La sindaca ha rivendicato anche il crescente profilo internazionale del Santa Maria, citando artisti e progetti che hanno attirato l’attenzione della critica estera, oltre a eventi come il festival Xenos. In questa direzione si inserisce anche la mostra del 2027 dedicata a Wagner e al Parsifal, con possibili sviluppi espositivi anche all’estero.
Ampio spazio è stato dedicato alle attività educative e culturali: oltre cinquecento iniziative nell’ultimo biennio, il successo del museo per bambini e un’intensa programmazione tra convegni, eventi pubblici e progetti di ricerca. Tra le novità, l’apertura agli insegnamenti universitari all’interno del complesso, per renderlo sempre più uno spazio vivo e frequentato.
Altro passaggio chiave, la revisione dello statuto della Fondazione, ritenuto oggi limitante. L’obiettivo è trasformarla in ente di diritto privato a controllo pubblico, ampliando la base dei soci e facilitando l’ingresso di partner e risorse. “Serve un salto di qualità anche sul fundraising – ha sottolineato Fabio – e il masterplan sarà lo strumento per attrarre investimenti”.
Nella replica, Pacciani ha riconosciuto la completezza della risposta ma ha sollevato il tema della visione di lungo periodo. “Manca ancora un’idea chiara del Santa Maria tra dieci o venti anni – ha affermato –. Serve un percorso condiviso che lo trasformi in un vero polo internazionale, con un maggiore coinvolgimento del Consiglio comunale e delle istituzioni cittadine, a partire dalle università”.
Il consigliere ha inoltre difeso il ruolo delle grandi mostre, sottolineandone le ricadute economiche, turistiche e culturali, e ha proposto di sviluppare anche funzioni legate a restauro e formazione. Un confronto che resta aperto e che, nelle intenzioni, potrebbe proseguire con consigli comunali monotematici dedicati al futuro del complesso simbolo della città.