Convegno sull'edilizia sportiva a Siena: questioni spinose da risolvere e nuove opportunità

Si è parlato dei necessari investimenti per la crescita sportive e sociale e degli scottanti temi di stadio e palasport. Capitani: "Palazzetto, dovremo farci trovare pronti per il 2027, quando scadrà l'antismica"

Di Filippo Meiattini | 29 Febbraio 2024 alle 21:30

‘Edilizia Sportiva, Motore di Sviluppo: Priorità, Strategie e Opportunità’. Questo il titolo del convegno che si è tenuto oggi al complesso didattico San Francesco dell’Università degli studi di Siena. La piaga degli impianti sportivi, pochi e in pessime condizioni, è argomento di attualità. I relatori hanno spaziato da esempi nazionali virtuosi a storie legate al territorio passando per le opportunità da cogliere in questo campo.

“Gli investimenti sull’edilizia sportiva hanno un impatto importante sullu crescita economica e culturale sportiva di una comunità” evidenzia il rettore Roberto Di Pietra. “Abbiamo acceso un faro e una luce sul tema per dare gli stimoli giusti, speriamo di essere, da costruttori, gli esecutori dei vari progetti mettendo mano a palazzetto, stadio e piste ciclabili” aggiunge Giannetto Marchettini, Ance Siena.

Le questioni più spinose riguardano lo stadio Artemio Franchi e il palasport di Viale sclavo. “Dobbiamo distinguere tra i casi di palazzetto e stadio, e quelli che riguardano le tante realtà di impiantistica del territorio come Taverne e camposcuola, qui i lavori vanno avanti” precisa il vice sindaco Michele Capitani. Se per lo stadio la vicenda è arenata da tempo in ambito giudiziario per il palazzetto la situazione è diversa. “C’è il secondo stralcio dei lavori che non ferma l’attività sportiva, ma l’obiettivo – afferma – è il 2027 quando scadrà l’antisismica, dovremo farci trovare pronti. Avere strutture datate è una criticità, in passato non è stata fatta una idonea manutenzione”.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



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