L’escalation della crisi in Medio Oriente si riflette anche sui prezzi del carburante, con effetti immediati sulle quotazioni internazionali e, di conseguenza, sui distributori italiani. A spiegare la situazione è Simone Canestrelli di Assopetroli e Canestrelli Petroli, che evidenzia come le tensioni legate al blocco del transito nello stretto di Hormuz stiano generando un clima di forte incertezza sui mercati energetici.
“L’impatto è sicuramente importante ed è stato immediato – spiega Canestrelli –. Il blocco sul transito allo stretto sta provocando un’aspettativa di restrizione sui quantitativi disponibili e questo ha mandato subito in tensione le quotazioni, che sono arrivate ben presto ai prezzi sulle pompe di benzina”.
Le ripercussioni si fanno sentire anche per gli operatori del settore, che si trovano ad affrontare costi di approvvigionamento in rapida crescita: “Per chi acquista prodotto tutti i giorni – aggiunge – significa fare i conti con un prezzo che si è innalzato rapidamente e in maniera molto consistente. In queste condizioni diventa difficile per il rivenditore trasferire immediatamente l’aumento sul prezzo finale”.
Una situazione che, inevitabilmente, incide sulla gestione delle attività e sui margini economici. “È un momento in cui l’operatività ne risente e diventa più complicato fare impresa”, sottolinea Canestrelli.
Sul fronte delle possibili contromisure, tra le ipotesi allo studio del governo c’è quella di intervenire sulle accise. “In Italia nel 2022 è già stato sperimentato il meccanismo dell’accisa mobile, che consente di ridurre temporaneamente il peso dell’accisa sui carburanti utilizzando il maggiore gettito IVA generato dall’aumento dei prezzi”, spiega.
Al momento però non ci sono certezze sull’eventuale attivazione della misura. “Il governo sta monitorando la situazione – conclude Canestrelli – ma non possiamo dire se accadrà, quando accadrà e in quale misura”.
Molto dipenderà dall’evoluzione del conflitto: “C’è una diretta correlazione tra la durata dell’evento bellico e le tensioni sui mercati: prima rientreranno le ostilità e prima si ridurranno anche le pressioni sui prezzi”. In caso contrario, gli scenari restano incerti e, secondo gli operatori del settore, difficilmente positivi.
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Crisi in Medio Oriente e carburanti più cari, Canestrelli: "Aspettative di carenza hanno fatto salire i prezzi"
A spiegare la situazione è Simone Canestrelli di Assopetroli e Canestrelli Petroli
Di Filippo Meiattini | 17 Marzo 2026 alle 15:00
Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.
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