Otto anni da presidente della Pubblica Assistenza di Siena, vissuti mettendoci anima, tempo e cuore, e oggi un’altra tappa che profuma di straordinario: le Olimpiadi invernali. C’è stato un pezzo di Siena anche sulle piste dei Giochi di Milano Cortina 2026, e ha portato la divisa arancione di Sara Giannini, volontaria e protagonista dell’imponente macchina dei soccorsi.

“Un’emozione immensa – racconta -. La sanità durante i Giochi nella Regione Veneto è affidata alle Pubbliche Assistenze: un grande onore per le nostre associazioni. Ho contattato il coordinatore e mi sono detta: ‘Un’occasione così forse capita una volta sola nella vita’. Non ci ho pensato un attimo”.

Una candidatura tutt’altro che scontata, accettata in un contesto organizzativo enorme, dove ogni ruolo è fondamentale. Il suo servizio si è diviso tra logistica e campo operativo: “All’inizio mi sono occupata dell’organizzazione dei presidi medici e del supporto al personale sanitario. Poi, a Cortina, sono entrata nelle squadre di soccorso per lo slittino e al Villaggio Olimpico”.
Un passaggio dalla gestione alla linea diretta con gli atleti, dove ogni dettaglio è cruciale. “Ho realizzato davvero di essere alle Olimpiadi quando ho visto i cinque cerchi. E soprattutto quando mi sono resa conto che non puoi muovere un passo senza autorizzazione: la sicurezza è altissima, nulla è lasciato al caso”.

Ma il ricordo più forte non è legato a un intervento critico ma ad un aspetto umano. “L’accoglienza. Ero sola, venivo da Siena, lavoravo con equipaggi che non conoscevo. In pochi minuti si è creato uno spirito di squadra eccezionale. Non lo dimenticherò mai”. Un clima che le ha ricordato casa: “La Pubblica Assistenza di Siena è una grande famiglia, e ho ritrovato lo stesso spirito anche lì”.

Gli incontri con gli atleti hanno lasciato il segno: “Ne ho conosciuti due, uno giapponese e uno svizzero. A livello mondiale sono famosissimi, ma si comportano come persone comuni. Questo dice molto di loro”.
Sara è rientrata da qualche giorno a Siena e ha portato con sé un’esperienza che non dimenticherà mai: “Mi porto a casa la conferma che nei grandi eventi siamo attori principali. Come al Palio, alle Strade Bianche: è la Pubblica Assistenza di Siena che gestisce la parte sanitaria. Il volontariato apre opportunità enormi. Anche in contesti giganteschi come le Olimpiadi, alla fine il cuore è sempre lo stesso: il nostro cuore arancione“.

Dalle piste di Cortina alle vie di Siena, il filo non si spezza. Cambiano gli scenari, non cambia lo spirito.
E mentre il mondo guarda ai Giochi olimpici, Siena può guardare con orgoglio a chi, in silenzio, garantisce sicurezza, cura e umanità. Anche a cinque cerchi.