David Rossi – Alla ricerca della verità, Miceli: "Mai fatta la guerra alla magistratura. Ci aspettiamo la riapertura"

Ranieri Rossi e la valigetta: “Non era strano che l’avesse, il mistero è che non è stata più trovata”

Di Simona Sassetti | 4 Febbraio 2026 alle 22:45

Prosegue il percorso di “David Rossi – Alla ricerca della verità”, il programma che continua a scandagliare uno dei casi più controversi degli ultimi anni: la morte di David Rossi. La quarta puntata prende le mosse dall’ultima audizione della Commissione parlamentare di inchiesta, con la testimonianza — ai sensi dell’articolo 3 della delibera del 22 marzo 2023 della Camera dei Deputati — dell’avvocato Luca Goracci. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Roma dopo che la Commissione ha riscontrato “divergenze e incongruenze” emerse nel corso della testimonianza svolta a Palazzo San Macuto.

Ospiti della prima puntata della trasmissione il legale della moglie Antonella Tognazzi, Carmelo Miceli, e il fratello di David, Ranieri Rossi.

Miceli: “È doveroso fare chiarezza sulle dichiarazioni discordanti”

Miceli ha spiegato che, quando emergono dichiarazioni discordanti rese davanti a un’autorità che opera con modalità assimilabili a quelle giudiziarie, “è necessario che rispetto a questo discordio vi sia fatta chiarezza”, precisando che Roma è territorialmente competente per valutare eventuali ipotesi di false dichiarazioni rese davanti alla Commissione. “C’è un elemento  – ha aggiunto – che non bisogna mai dimenticare: oggi finalmente c’è una parte dello Stato che si unisce al grido della famiglia nel dire che si è trattato di omicidio e non di suicidio”.

L’istanza e l’ipotesi di riapertura: “Se non c’è un riscontro, procederemo d’impulso”

Proprio in questa prospettiva, Miceli ha annunciato di aver depositato un’istanza per verificare l’eventuale esistenza di un nuovo fascicolo sulla morte di Rossi e per chiarire profili di competenza territoriale e per materia, “questioni molto tecniche — ha sottolineato — ma che incidono in modo decisivo sull’individuazione della procura chiamata concretamente a indagare”. Il legale ha aggiunto che, qualora la competenza dovesse risultare ordinaria, “ci aspetteremmo un gesto oggettivo di revisione del proprio operato da parte della stessa procura”, soprattutto alla luce di elementi che, secondo la difesa, impongono una rivalutazione delle precedenti conclusioni. Miceli ha ricordato che “sui titoli di reato richiamati dal presidente della Commissione la riapertura è possibile anche d’ufficio –  ha precisato – . Noi vogliamo sapere se c’è l’intenzione di procedere in questa direzione”. In mancanza di riscontri, ha concluso, la difesa è pronta ad agire autonomamente: “Se non avremo certezze sull’avvenuta riapertura individueremo noi la procura competente e depositeremo direttamente le istanze di riapertura”.

Ranieri Rossi: “Serve partire da ciò che è già accertato”

Ranieri Rossi, fratello di David, ha insistito sulla necessità di ripartire dagli elementi che, a suo dire, risultano già appurati. “Ho sempre chiesto di partire dalle ferite riportate da David dentro la banca e dalla ricostruzione secondo cui sarebbe stato trattenuto fuori dalla finestra e poi lasciato andare. In questi anni ci sono state tante perizie e tante ricostruzioni tecniche, che hanno prodotto letture diverse dei fatti. Ma le conclusioni devono poggiare su elementi dimostrabili- ha ribadito – . Finché non si chiarisce se è omicidio o suicidio, tutto il resto resta secondario”.

“Nessuna guerra alla magistratura”

Il legale ha voluto sgomberare il campo da equivoci: “Noi non abbiamo mai fatto la guerra alla magistratura, mai. Nessuno dei familiari di David ha fatto la guerra alla magistratura”. Miceli ha spiegato che, anche per una serie di vicende collaterali, negli anni si è creata l’impressione che la famiglia “aggredisse” la magistratura, inducendo quest’ultima a difendere “ad oltranza” il proprio operato. Una lettura che respinge: “Noi non abbiamo nulla contro la magistratura. Pretendiamo dalla magistratura che faccia il suo corso e lo faccia correttamente”. Poi ha chiarito il senso dell’azione legale portata avanti: “Abbiamo sempre sostenuto una sola cosa: la necessità di riaprire le indagini, perché David non si è suicidato. Davanti a elementi oggettivi che vanno in quella direzione, chi la pensa diversamente ha il dovere di adottare provvedimenti che diano spiegazioni complete”. Da qui la richiesta finale: “Agli elementi per riaprire ci aspettiamo la riapertura. Chiediamo semplicemente un provvedimento che dia conto di tutti i fatti emersi. Ad oggi, quelle spiegazioni non ci sono state”.

Ranieri e la valigetta: “Il mistero è che non è stata più trovata”

Tra i temi tornati al centro dell’attenzione dopo l’audizione Goracci, Ranieri Rossi ha ricostruito il proprio ricordo della valigetta 24 ore. “Non era una cosa strana in sé ,  uno che gira con una valigetta non è una cosa tanto strana,  l’ho notata solo in un’occasione particolare”. Ranieri ha raccontato che David chiese ai familiari di tenerla d’occhio mentre si assentava, durante un’attesa in ospedale per il padre in rianimazione: “Probabilmente se l’era portata con sé perché doveva andare da qualche altra parte, poi l’ha lasciata lì e ci ha detto di controllarla perché era importante”. Secondo il fratello, poteva trattarsi di un oggetto abituale. Ma resta un punto aperto: “La cosa forse più strana è che non è stata più trovata. Questo sicuramente resta un mistero”.

Le piste e il metodo: “Prima stabilire se è omicidio o suicidio”

Sul tema delle piste investigative, Ranieri Rossi ha ribadito che il caso si risolve partendo da ciò che è oggettivo: “Foto, immagini, filmati. Tutto il resto viene dopo. Se non si chiarisce prima se è omicidio o suicidio, qualsiasi pista può portare a una delle due conclusioni”. Miceli ha condiviso l’impostazione: “Le piste meritano attenzione, ma vengono un minuto dopo l’accertamento della dinamica principale». Il legale ha poi richiamato una serie di elementi tecnici che, a suo avviso, sono stati sottovalutati nelle valutazioni precedenti, sostenendo che nel loro complesso — anche alla luce dei nuovi riscontri — «impongono una riapertura delle indagini”.

I prossimi passi della Commissione

Nel frattempo la Commissione parlamentare prosegue il ciclo di audizioni. Il presidente Vinci ha annunciato che la prossima settimana potrebbe essere ascoltato il commercialista di Giovanni Fava, che nelle scorse settimane ha fornito documentazione sulla propria attività in quella giornata. L’obiettivo è acquisire direttamente dall’interessato ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

L’invio degli atti alla Procura di Roma apre così un doppio binario: da un lato la valutazione penale delle eventuali incongruenze emerse nelle testimonianze davanti alla Commissione, dall’altro il prosieguo dell’inchiesta parlamentare, che continua a raccogliere documenti e audizioni nel tentativo di fare piena luce sulle circostanze della morte di David Rossi.

Nella seconda parte della trasmissione ospite Raffaele Ascheri, che con il blog Eretico di Siena ha seguito il caso mantenendo la linea dell’ipotesi suicidiaria.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



Articoli correlati