Un ritorno simbolico, nella data più simbolica: il 6 marzo. È in quel giorno che la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi tornerà a Siena per presentare una relazione intermedia sui propri lavori. Ad annunciarlo, ospite della seconda puntata di David Rossi – Alla ricerca della verità su Siena TV, è stato Gianluca Vinci, presidente della Commissione.
“La presentiamo direttamente a Siena invece che a Roma – ha spiegato Vinci -. Non è la relazione finale, che verrà fatta a Roma tra oltre un anno, ma è un’intermedia. E ha senso farla a Siena anche per riconoscimento e rispetto della cittadinanza: l’attenzione su Siena è molto alta”. L’idea, ha precisato, è votare la relazione a Roma “il giovedì mattina, il 5 marzo” e poi “venire il 6 marzo a fare la presentazione più ufficiale”, in una sede istituzionale ancora da definire.
Ma non è stato questo l’unico annuncio. Vinci ha rivelato un fatto clamoroso: martedì prossimo sarà ascoltato un testimone segreto, in seduta riservata. Una persona legata ad un documento che è stato fornito in via secretata alla Commissione, che servirà a chiarire chi doveva incontrare David Rossi quella sera.
“Martedì un testimone segreto in seduta secretata”
“Chiaramente non posso svelare l’identità- ha detto Vinci – Ci ha chiesto massima riservatezza sia sul contenuto ma anche sul nome”. Tuttavia, il presidente della Commissione ha aggiunto un elemento decisivo: “Deve venire principalmente a confermare la bontà di un documento che ci è già stato fornito in via secretata”. E qualunque sia l’esito, ha insistito, le conseguenze saranno immediate: “Sia positivo che negativo, ci saranno risvolti importanti per i lavori della Commissione. Quindi sarà sicuramente un testimone importante”.
Alla domanda sul filone a cui l’audizione sarebbe collegata, Vinci ha tagliato corto: “Posso dire che non c’entra con le sponsorizzazioni”. E ha chiarito il perimetro: “C’entra con quello che è successo quella notte, su chi doveva incontrare David Rossi quella notte. Nulla di recente, ma qualcosa proprio di quella sera. Il filone è quello di svelare quello che è successo quella notte”. Sul documento, invece, nessuna apertura: “No, non mi faccia dire altro, nel senso che ho già detto anche troppo”. Spiegando che la Commissione ha svolto “molte parti segretate e molte audizioni testimoniali segretate” e ha accumulato “qualche documento importante”, che ora necessita di una verifica.
Su chi doveva incontrare quella sera David Rossi circola un nome con insistenza: Giovanni Fava, un consigliere della Federazione Italiana Rugby e, dal 2021, uno dei tre consiglieri italiani di World Rugby è esponente della Lega, ed legato al filone Siena- Viadana. Fava ha dichiarato di essere estraneo ai fatti. Vinci ha ricostruito così: “Ci sono state due trasmissioni, quella di Giletti una decina di giorni fa e quella di Far West ieri sera”. E ha precisato un punto: “Non ha chiesto di essere audito: ha dato la disponibilità di essere audito dalla Commissione, se lo riteniamo opportuno”. “Noi, come sempre facciamo, acquisiamo anche il materiale delle trasmissioni: le interviste e il resto della documentazione, quindi è tutto al vaglio dei nostri uffici”. Ma sul futuro, Vinci è netto: “Sicuramente lo sentiremo, non so in quali tempistiche, ma verrà sicuramente udito, anche perché è stato tirato in ballo più volte”.
“Morirai”: le minacce a Catia Silva
Altro capitolo centrale: le minacce contro Catia Silva, capo segreteria della Commissione. “È stata minacciata più volte – ha ricordato Vinci – Un soggetto per otto minuti ha girato attorno a casa, le telecamere lo riprendono con una torcia, cerca di aprire, controlla l’abitazione, poi suona il campanello, dice che deve morire e scappa”. E ha escluso l’ipotesi del gesto isolato: “Comunque non è un mitomane. Una scena che dura otto minuti, con un controllo dell’abitazione, non è sicuramente di un mitomane”. Vinci ha collegato questo episodio ad altre pressioni: “Già nel mese di ottobre ha denunciato una chiamata anonima, dove questa voce diceva che dovrebbe smetterla con la Commissione, perché si tratta di un suicidio”. Secondo il presidente, questi segnali indicano che qualcuno teme l’avanzamento dell’inchiesta: “Un suicidio non ha autori, mentre un omicidio sì. Qualcuno si sta muovendo perché teme fortemente che si possa arrivare a qualche sorta di verità, almeno a capire alcune responsabilità o altri fatti che non vogliono essere resi noti”.
Vinci ha annunciato anche un passaggio operativo importante: “Abbiamo presentato denuncia all’autorità di Reggio Emilia e, in parallelo, l’Ufficio di Presidenza ha autorizzato la Commissione a procedere materialmente con i poteri dell’autorità giudiziaria a svolgere tutte le indagini”. Tradotto: “Stiamo procedendo ad acquisire le cellule telefoniche, le uscite dei caselli autostradali per verificare le targhe e altre telecamere di sicurezza”. Un lavoro che, secondo Vinci, oggi può dare risultati proprio perché l’episodio è recente: “Quelle cose che all’epoca non sono state fatte, ad oggi noi invece riusciamo a farlo su un caso recente di poche settimane fa”.
Poi il capitolo Viadana, dove c’è una squadra di rugby, fallita quando Mps ha “chiuso i rubinetti”. Un’area dove la criminalità organizzata c’è. Rossella Canadè, giornalista della Gazzetta di Mantova ha ricordato, anche ai nostri microfoni, che “Le campagne elettorali di Viadana le facevano pure a Cutro”. C’è un filo che collega rugby, David Rossi e ndrangheta? Vinci ha risposto citando il numero digitato sul cellulare di Rossi la sera della morte: “È un numero di un libretto al portatore, quindi di uno strumento bancario, non identificabile con una persona fisica”. E ha aggiunto: “In passato era stato ricollegato a una ricarica telefonica, ma non vi è nessuna prova”. Poi il collegamento con la filiale e le trasferte: “David Rossi a Viadana si recava, andava a vedere le partite”. E un dettaglio: “Si recava a Viadana con una valigetta 24 ore a cui teneva molto”.
L’uomo nel vicolo: “Accertamenti particolari, servirà tempo”
Sull’identificazione della figura nel vicolo di Monte Pio, Vinci ha confermato che il lavoro è in corso: “Abbiamo dato incarico ai RIS di fare questi accertamenti”. Ma ha avvertito: “Sono accertamenti particolari, servirà del tempo”. E non esclude verifiche più stringenti: “Dovranno essere rifatte utilizzando altri metodi più precisi” e “non si esclude neanche di fare poi un incidente (accertamento) con direttamente il signor Giusti posizionato con la stessa telecamera”. Il nome di Francesco Giusti emerge da una testimone, ma l’uomo ha sempre negato.
“Cos’è per me la verità”
In chiusura, la domanda rituale del format: “La verità per me non ha bisogno di interpretazione: la verità è quello che è successo – ha risposto Vinci – In parte la verità l’abbiamo già scoperta con alcune nostre relazioni: il fatto che non si tratti più di un suicidio, è chiaro che noi ci stiamo avvicinando, stiamo svelando sempre più verità. Forse non si arriverà alla verità intesa come ‘chi è stato, come è stato, per chi è stato’, ma qualche tassello di verità siamo stati in grado e penso siamo in grado di darlo”.
La trasmissione proseguirà dalle 22.30 con l’arrivo in studio di Ferdinando Minucci, ex presidente della Mens Sana Basket.