David Rossi, la commissione parlamentare d'inchiesta: "Le perizie escludono definitivamente il suicidio"

Venerdì prossimo 6 marzo, giorno dell'anniversario della morte, la commissione sarà a Siena

Di Redazione | 4 Marzo 2026 alle 8:00

David Rossi, la commissione parlamentare d'inchiesta: "Le perizie escludono definitivamente il suicidio"

“La prima perizia a firma Gregori Manghi e la seconda a firma Manghi, unitamente ai chiarimenti dati in audizione dagli stessi consulenti nelle sedute del 9 dicembre 2025 e del 24 febbraio 2026, mostrano quindi come David Rossi sia stato vittima di una azione con l’intervento di terzi soggetti, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidario, quanto invece di un omicidio“.

E’ quanto si legge nel documento di metà mandato approvato all’unanimità dai componenti presenti della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex capo comunicazione di Mps deceduto il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio nella sede della banca senese.

La relazione è stata approvata all’indomani della notizia della riapertura di un fascicolo d’inchiesta da parte della procura di Siena sulla morte di Rossi, secondo quanto confermato dallo stesso presidente della commissione Gianluca Vinci, e a tre giorni dal tredicesimo anniversario della morte di Rossi. Come già noto, venerdì prossimo, giorno dell’anniversario, la commissione sarà a Siena prima per deporre una corona di fiori sulla tomba del manager Mps e poi per incontrare la stampa e illustrare i lavori effettuati in due anni.

Nella seduta di ieri è stato inoltre deliberato di inviare alla Procura di Siena, come richiesto dallo stesso ufficio giudiziario in base sempre a quanto riferito da Vinci, le relazioni e le audizioni del tenente del Ris Adolfo Gregori e del medico legale Robbi Manghi, consulenti della commissione. Partendo proprio dalle perizie dei due consulenti, che hanno preso in esame la dinamica della caduta dalla finestra di Rossi e alcune ferite rinvenute nel suo corpo, la commissione parlamentare d’inchiesta starebbe seguendo la pista per cui il manager sarebbe stato aggredito nel suo ufficio, ne sarebbe conseguita una colluttazione e poi Rossi sarebbe stato appeso dalla finestra per una minaccia finita male. Da qui l’esclusione dell’ipotesi suicidaria.

Era il 5 marzo 2024 quando si è costituita la commissione bis sulla morte di Rossi: da allora ha tenuto complessivamente 42 riunioni plenarie e ascoltato 33 persone, tra familiari di Rossi, avvocati ed ex legali della famiglia, consulenti, parlamentari, giornalisti, dipendenti attuali ed ex del Monte, del Comune e della Fondazione Palazzo Te di Mantova. Il lavoro va ora avanti. La “presa d’atto” che la morte di Rossi sia stato “un omicidio” apre nuovi accertamenti: “Rimane da individuare con certezza il movente di un tale accadimento” si legge nel documento approvato.

Intanto per Walter Rizzetto (Fdi), componente della commissione, “l’assegnazione del fascicolo per l’omicidio di David Rossi alla Procura di Siena è una decisione inopportuna e sbagliata. La nuova fase dell’inchiesta non può essere affidata allo stesso ufficio che ha già condotto le prime indagini, sulle quali nel tempo si sono accumulate criticità tali da incidere sulla percezione di imparzialità”. “Tra l’altro – aggiunge – lascia perplessi la scelta da parte della Procura di aprire il fascicolo modello 45, vale a dire un registro riservato ad atti non costituenti notizia di reato”.



Articoli correlati