Ddl Bongiorno, Miniero (Fiom Cgil) al corteo: “Un arretramento di 50 anni nei diritti delle donne”

In migliaia alla manifestazione nazionale contro il ddl Bongiorno. Al centro, il principio della definizione di violenza sessuale: “Chi tace non acconsente”

Di Simona Sassetti | 2 Marzo 2026 alle 17:30

“Senza consenso è stupro”. È stata questa la parola d’ordine che ha aperto il corteo nazionale partito da piazza della Repubblica a Roma contro il ddl Bongiorno sulle violenze sessuali. Migliaia di persone – associazioni femministe e transfemministe, centri antiviolenza, sindacati e realtà sociali – hanno attraversato il centro della capitale fino a piazza San Giovanni per chiedere il ritiro o la modifica del provvedimento.

Tra le voci presenti alla manifestazione anche quella di Daniela Miniero, segretaria Fiom Cgil Siena, che ha ribadito la posizione critica del sindacato. “Siamo in piazza oggi come Fiom Cgil a sostegno della mobilitazione contro il ddl”, ha dichiarato, sottolineando come il testo rappresenti, a suo giudizio, “un arretramento nei diritti e nelle tutele delle donne di oltre 50 anni”.

Al centro della protesta il tema del consenso, rivendicato come elemento fondamentale nella definizione della violenza sessuale. Sui cartelli e sugli striscioni comparsi durante il corteo frasi come “Chi tace non acconsente” e “Senza consenso è sempre violenza”, a testimonianza di una mobilitazione che chiede di mantenere centrale il principio dell’autodeterminazione.

Secondo Miniero, il provvedimento rischierebbe di spostare il peso della prova sulle vittime: “Con questo decreto è la vittima a dover dimostrare in un’aula di tribunale di aver manifestato il proprio dissenso all’atto sessuale”. Una critica condivisa da molte realtà presenti in piazza, che vedono nella trasformazione del concetto di consenso in “manifestazione del dissenso” un potenziale arretramento culturale e giuridico.

La sindacalista ha usato parole dure anche sul piano politico: “Noi crediamo che questo decreto sia una vergogna per tutta la società civile. Questo governo non solo arretra nelle politiche industriali, ma anche nei diritti sociali”. Da qui l’appello a continuare la mobilitazione: “Non possiamo esimerci dal sostenere e contrastare quello che rappresenta un arretramento per tutto il Paese”.

In piazza anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che ha definito il provvedimento “un passo indietro”, sottolineando la necessità di un cambiamento culturale e di un lavoro educativo che parta dalle scuole.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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