Lamberto Magrini, allenatore e doppio ex amatissimo di Siena e Grosseto, introduce il derby che si gioca oggi allo stadio Franchi di Siena (fischio d’inizio alle ore 18) e racconta passato, presente e futuro delle due piazze, tra ricordi di un campionato da imbattuti e una ricetta chiara per tornare al successo.
Un derby vero, al di là della classifica
Per Magrini la partita resta ad alto tasso emotivo, anche se la classifica parla chiaro: Grosseto ormai lanciato verso il salto di categoria, Siena in netta risalita e dentro la corsa playoff.
“È una partita sempre bella da giocare: i tifosi del Grosseto hanno come nemica sportiva il Siena, quindi sarà un bel derby. La classifica è chiara: il Grosseto ha già vinto il campionato, anche se non c’è ancora la matematica. Il Siena, dopo la svolta in panchina, ha inanellato ottimi risultati e si è reinserito molto bene nei play-off.”
L’effetto Voria sulla Robur
La rinascita bianconera ha un nome e cognome, secondo Magrini: Voria, cresciuto come tecnico nel settore giovanile e legatissimo alla città, ha ritrovato identità e compattezza.
“Me lo aspettavo. Voria ci tiene al Siena: ha scelto di viverci e ha lavorato per anni nel settore giovanile. Lavora con passione e con una conoscenza sopra la media: ha corretto i difetti della squadra e i risultati parlano chiaro.”
“Siena nel cuore”: due anni e un record che resta
Il legame con la Robur è profondo. Magrini ricorda l’annata del titolo e un dato che difficilmente si rivede: l’imbattibilità lunga un campionato intero, con strascico nella stagione successiva.
“Mi sono trovato benissimo, nonostante l’ultimo periodo non semplice: ho passato due anni stupendi. Forse è stato un premio alla mia umile carriera. Il primo anno è stato bellissimo: abbiamo vinto il campionato e, soprattutto, abbiamo ricreato entusiasmo in una piazza scarica dopo l’ennesimo fallimento, restando imbattuti per 38 partite, più altre 6 l’anno dopo. È una cosa rarissima e mi è rimasta nel cuore.”
La ricetta per tornare a vincere
Per Magrini, il percorso intrapreso oggi dal Siena andava fatto prima. La base giovane c’è; ora servono pochi innesti esperti, nel rispetto dei conti.
“È stato fatto con un anno di ritardo ciò che serviva: ringiovanire la squadra e costruire la base senza dissanguare la società. Ora, sulla base delle idee dell’allenatore, bastano 4-5 elementi con un po’ più di esperienza per puntare alla vittoria mantenendo gli equilibri economici.”
Italia, allarme sistema: “C’è da rifare tutto”
Il giudizio sul momento del calcio italiano è netto: mancano i fuoriclasse, troppe rose giovanili e di A piene di stranieri, servono riforme e scelte coraggiose a tutti i livelli.
“C’è da rifare tutto. Sono anni che non abbiamo più un fuoriclasse: in passato avevamo Baggio, poi Del Piero, Totti. Adesso siamo alla frutta. Va rivisto il sistema: Lega, Federazione e società devono intervenire, perché molte rose di Serie A e delle Primavere sono piene di stranieri.”
Il futuro di Magrini
Oggi nel ruolo di doppio ex della partita, domani, panchina solo con un progetto serio: idee chiare e sostenibili. Altrimenti, nessuna fretta.
“Siederò su una panchina solo se c’è un programma chiaro, anche umile o in una piazza importante, ma con idee definite. Altrimenti sto molto bene a casa.”
La chiosa
L’idea forte resta una: per vincere, dal derby alla Nazionale, servono visione e programmazione. Come dice Magrini: “C’è da rifare tutto”. E ricominciare dalle basi giuste.