Dilettanti a chi? Da Siena la risposta di Marsili e Betti a Gravina

Dopo le parole del presidente FIGC, la risposta dal mondo degli “altri sport”

Di Filippo Meiattini | 2 Aprile 2026 alle 17:32

Dilettanti a chi? Da Siena la risposta di Marsili e Betti a Gravina

“Ho vinto cinque mondiali, europei, i World Games… e alla fine ti danno una pacca sulla spalla”. Duccio Marsili lo dice con un mezzo sorriso, più ironico che polemico.

Il campione del mondo di pattinaggio corsa parte dai risultati e poi entra nella discussione nata dalle parole di Gabriele Gravina sugli “sport dilettantistici” e sugli atleti “di Stato”, esplosa nei giorni della crisi del calcio italiano e chiusa, almeno per ora, con le dimissioni del presidente FIGC.

Marsili non alza i toni: Non sono uno a cui piace fare flame o creare polemica. Ma un punto lo mette subito, anche riprendendo Gregorio Paltrinieri: “Bisognerebbe fare autocritica prima di attaccare gli altri”. Il ragionamento è semplice: Quando c’è un problema bisogna partire da sé stessi, non tirare in ballo gli altri sport in maniera negativa. E aggiunge: “Spero si sia espresso male, perché altrimenti sarebbe ancora più brutto”.

Poi racconta la sua realtà: “Veniamo definiti dilettanti, io non sono neanche statale, quindi è ancora più difficile”. E ancora: “Abbiamo gli stessi ritmi, se non più alti, di un atleta d’élite”. Il concetto torna lì: “Siamo professionisti senza esserlo sulla carta”. Il lavoro, la voglia, il sacrificio sono quelli.

Dalla scherma arriva una voce diversa ma direttamente coinvolta nel tema degli atleti “statali”. Matteo Betti, campione paralimpico e atleta delle Fiamme Azzurre, prende la cosa con stupore: “Le parole di Gravina mi hanno lasciato molto di stucco”.

“Non ho mai fatto paragoni con i calciatori” — spiega — sono contento di quello che faccio, è il lavoro dei sogni per tanti. Ma non mi sarei mai immaginato di essere considerato un privilegiato”. Poi l’ironia: “Ho pensato fosse uno scherzo del primo aprile. Purtroppo non lo era”.

Betti entra nel merito, senza girarci troppo intorno: “Vorrei capire in che modo essere pagato da un Ministero possa avvantaggiarmi rispetto a chi guadagna molto di più nel calcio”. E chiude così: “Essere considerati avvantaggiati rispetto ai calciatori oggi è semplicemente buffo”.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



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