Disagi personale ospedale Nottola, Anaao:" Tempo ormai scaduto, la politica rompa il silenzio e dia risposte”

La denuncia della segreteria aziendale Anaao sui disagi per i professionisti che lavorano nel presidio ospedaliero, una struttura che avrebbe grandi potenzialità, ma che come denuncia il sindacato, non è adeguatamente supportata dalle istituzioni

Di Redazione | 5 Dicembre 2023 alle 17:00

Disagi personale ospedale Nottola, Anaao:" Tempo ormai scaduto, la politica rompa il silenzio e dia risposte”

“Si può e si deve fare di più. Il presidio ospedaliero di Nottola, con tutte le sue potenzialità, lo consente. Oltre 120 mila utenti potenziali in arrivo anche da altre regioni, articolazioni interne di qualità e una squadra di professionisti, che se supportata, è in grado di elevare ulteriormente gli standard della struttura”. Così la nota della segreteria aziendale Anaao sulle persistenti difficoltà dei professionisti impegnati nel presidio ospedaliero di Nottola. Una struttura che avrebbe grandi potenzialità, ma che come denuncia il sindacato, non è adeguatamente supportata dalle istituzioni.

“Il nodo però è proprio nel fattore umano. Pochi giorni fa le istanze di chi è impegnato sul campo sono state ribadite all’assessore regionale alla Sanità, Simone Bezzini. Un incontro interlocutorio, che però ci auguriamo possa favorire un’inversione di tendenza. Come già evidenziammo in un confronto pubblico qualche tempo fa, lavorare a Nottola richiede uno sforzo sempre maggiore. Soprattutto per le distanze che il personale sanitario si trova a coprire per arrivare sul posto di lavoro. Questo fardello alla lunga diventa insostenibile, con conseguenti richieste di trasferimento. Una sconfitta non solo per il presidio, ma anche per la nutrita comunità che vi gravita attorno. Ovvio perciò che occorre controbilanciare questo disagio. Reiterare il modello attuale non fa che accelerare il processo di disaffezione dei professionisti”.

“Siamo quindi a proporre una serie di iniziative da portare a termine nel breve e nel medio periodo per cambiare il paradigma negativo che sta caratterizzando l’ospedale. Nel breve periodo, adottare un progetto dedicato sul modello “progetto Elba”, rivalutare l’attività in produttività aggiuntiva (100 euro/ora), per Nottola e per gli ospedali inquadrati come disagiati, caratterizzati da carenza di personale e non sufficienti/assenti servizi trasporto compatibili con l’attività lavorativa in ospedale. Prevedere inoltre un indennizzo alla mobilità per professionisti che rientrino nella definizione di pendolarismo inteso come tratta casa-lavoro”.

“Sburocratizzare i meccanismi di telelavoro e formazione, incentivando pratiche di telelavoro da sede Asl prossima al domicilio quando possibile, stabilendo una piattaforma formativa agile e a basso impatto burocratico con la Aou Senese che favorisca uno scambio formativo e corsie preferenziali di frequenza/aggiornamento dei professionisti della provincia di Siena nonché di partecipazione attiva comune a progetti di ricerca clinica”.

“Nel medio periodo trasformare anche burocraticamente il presidio di Nottola da ospedale territoriale a ospedale di I livello di riferimento di tutta la Valdichiana e dell’Amiata Senese. Inoltre, una visione di relazione integrata tra i presidi ospedalieri presenti sul territorio, permetterebbe un uso più appropriato delle risorse, evitando doppioni o ridondanze, aumentando la qualità dei servizi localizzati in ciascuno dei due ospedali”.

“Siamo ben coscienti delle difficoltà che una riorganizzazione presenta e della necessità che tutti gli stakeholders del territorio diano il proprio contributo per superare localismi e gelosie campanilistiche. Al contrario, lo sviluppo di attività professionali specifiche negli ospedali di comunità associato a quello di riferimento per Nottola sarebbe anche il più sicuro e perdurante incentivo al reclutamento di professionisti motivati, determinando un miglioramento complessivo qualitativo e quantitativo dell’offerta sanitaria per il territorio. Noi faremo la nostra parte, ma la politica deve battere un colpo. Per il momento solo silenzio, ma il tempo delle parole, considerate le fughe di professionisti ed il disagio di quelli che ancora resistono, e’ già scaduto. Ora ci aspettiamo fatti”.



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