Doppio cognome anche a Siena: 8 famiglie in un anno lo hanno già cambiato

Dai registri dell’anagrafe ai dati Istat: cresce anche in città la richiesta di aggiungere il cognome materno a quello paterno. La tendenza segue l’aumento nazionale dopo le aperture della giurisprudenza costituzionale

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 15 Febbraio 2026 alle 9:00

Doppio cognome anche a Siena: 8 famiglie in un anno lo hanno già cambiato

A Siena il cambiamento passa dai dettagli. Succede allo sportello dell’anagrafe e nei moduli di nascita: sempre più genitori, al momento di registrare un figlio, decidono che il cognome non debba essere una scelta “automatica”. E nell’ultimo anno, in città, otto famiglie hanno avviato e concluso la procedura per aggiungere al cognome paterno anche quello materno. Il dato senese si inserisce in una tendenza che a livello nazionale è ormai strutturale. L’Istat, nel report su natalità e fecondità 2024, ha fotografato un passaggio netto: quasi il 7% dei nati in Italia risulta registrato con doppio cognome, contro circa il 2% nel 2020. In quattro anni, quindi, la quota è quasi triplicata. Siena, nel suo perimetro più piccolo e concreto, sta intercettando lo stesso movimento.

Una scelta possibile, non un automatismo

Per lungo tempo la regola non scritta (e, di fatto, applicata in modo sistematico) è stata una sola: il cognome del padre. Il punto di svolta è arrivato con la giurisprudenza costituzionale: la Corte ha chiarito che l’attribuzione automatica del solo cognome paterno è incompatibile con i principi di uguaglianza e con la tutela dell’identità del minore. Da quel momento, la linea è cambiata: oggi i genitori possono scegliere, al momento della dichiarazione di nascita, se attribuire il cognome paterno, quello materno oppure entrambi, stabilendo anche l’ordine. E’ un passaggio che, in concreto, non impone modelli: apre una possibilità. E a Siena questa possibilità viene usata di più rispetto al passato, come dimostrano le otto procedure concluse nell’ultimo anno per l’aggiunta del cognome materno accanto a quello paterno. Il report Istat evidenzia anche una geografia della scelta: Nord e Centro superano la soglia dell’8%, mentre il Mezzogiorno resta più basso, intorno al 6%. Non è una frattura “rigida”, ma segnala come tradizioni familiari, sensibilità sociali e abitudini amministrative possano influire. Siena, città del Centro, si colloca dentro questo scenario: non come eccezione, ma come tassello di una dinamica più ampia.

Coppie miste e tradizioni di origine

Un altro elemento emerso dai dati nazionali riguarda le famiglie con almeno un genitore straniero: in questi casi la probabilità di registrare il figlio con doppio cognome aumenta. In particolare, risulta più frequente quando la madre è italiana e il padre straniero. E tra le coppie con origini in Paesi di area latina — dove l’uso di due cognomi è spesso una prassi ordinaria — la scelta del doppio cognome diventa largamente maggioritaria. Siena, come molte città universitarie e con una componente internazionale stabile tra studio e lavoro, intercetta anche questo profilo: famiglie abituate a sistemi anagrafici diversi tendono a riproporre in Italia una consuetudine che, altrove, è già “standard”. Sempre secondo Istat, il doppio cognome è più frequente alla prima nascita: nel 2024 ha riguardato circa un primogenito su dieci, mentre scende per i secondi figli e cala ulteriormente per i successivi. La spiegazione più plausibile è pratica prima ancora che culturale: al primo figlio la famiglia definisce una linea che poi tende a mantenere per coerenza; quando esistono già fratelli registrati con un solo cognome, molti genitori preferiscono non creare differenze all’interno dello stesso nucleo.

Sposati e non sposati

C’è infine un altro scarto: tra le coppie sposate la quota di doppio cognome è più bassa rispetto a quella delle coppie non coniugate. Non significa che matrimonio e doppio cognome siano in contraddizione, ma indica che alcune famiglie, già abituate a scegliere formule meno tradizionali sul piano del legame giuridico, possono essere più inclini a personalizzare anche i simboli anagrafici.

Dopo? Evitare “cognomi infiniti”

La crescita del doppio cognome apre anche una questione pratica per il futuro: che cosa accadrà nelle generazioni successive? Il principio adottato dal sistema è quello di evitare una catena senza fine: quando chi porta due cognomi diventerà genitore, la trasmissione potrà avvenire scegliendo uno dei propri, così da mantenere sostenibile l’identificazione anagrafica. Otto famiglie, in un anno non fanno statistica nazionale, ma fanno cronaca locale: raccontano un cambiamento che non si annuncia con slogan, perché si consuma in modo silenzioso – tra scelte condivise, moduli, firme e registrazioni. Il cognome resta un dato amministrativo, certo. Ma, sempre più spesso, diventa anche una decisione consapevole: e Siena, nel 2026, sta iniziando a registrarlo nero su bianco.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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