Droga, i finanzieri stroncano traffico di cocaina con basi anche a Siena

L'inchiesta, condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Firenze-Gico con il supporto dello Scico si è intanto conclusa, con anche un ulteriore arresto ai domiciliari.

Di Redazione | 27 Febbraio 2026 alle 14:30

Droga, i finanzieri stroncano traffico di cocaina con basi anche a Siena

Denaro contante per circa 140.000 euro è stato sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca su ordine del gip di Firenze nell’ambito di un‘indagine della guardia di finanza, fiorentina coordinata dalla Dda del capoluogo toscano, che a dicembre scorso aveva portato a nove arresti per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e produzione, traffico e detenzione di stupefacenti.

Proprio nel corso di una perquisizione effettuata allora a casa del padre di uno dei principali indagati, fu rinvenuto, nascosto in una nicchia di una camera da letto, un borsone con 139.370 euro e 700 franchi svizzeri aventi controvalore in euro pari a 722,93 euro, per il quale è scattato ora il sequestro preventivo.

L‘inchiesta, condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Firenze-Gico con il supporto dello Scico si è intanto conclusa, con anche un ulteriore arresto ai domiciliari.

Secondo quanto spiegato in una nota delle fiamme gialle, al centro degli accertamenti “due consorterie criminali di matrice albanese ampie, nuove ed autonome rispetto alle organizzazioni sinora conosciute, con compiti e ruoli ben definiti, con basi logistiche e operative in Toscana, nelle province di Firenze e Siena, e canali di rifornimento in Lombardia”.

L’uomo al quale è stato sequestrato il denaro, a sua volta indagato per detenzione e spaccio di cocaina, non avrebbe saputo fornire alcuna giustificazione sul possesso dei 140mila euro, nè sarebbe stata trovata “alcuna giustificazione se raffrontata con le sue condizioni reddituali e patrimoniali”: non avrebbe attualmente alcun lavoro, risulterebbe aver percepito redditi nel biennio 2023 – 2024 per importi minimi e anche aver beneficiato del reddito di cittadinanza.

Per gli inquirenti “tale somma è da ricollegarsi all’attività prestata dall’indagato in ausilio al figlio”, tra i principali indagati per la banda attiva su Firenze, “nella detenzione e nel commercio della cocaina”.



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