Mercoledì 28 gennaio alle ore 9.30 l’Aula Magna dell’Università per Stranieri di Siena ospita l’incontro pubblico promosso dal Comitato “È giusto dire NO”, dedicato all’analisi della riforma costituzionale della giustizia e alle sue possibili conseguenze sull’autonomia e l’indipendenza della magistratura, nonché sull’equilibrio tra i poteri dello Stato.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire ai cittadini strumenti di informazione e di confronto su un tema centrale per la democrazia italiana. Ad aprire i lavori sarà Alice D’Ercole, segretaria generale della Cgil di Siena. Seguiranno i saluti istituzionali della presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti e del rettore dell’Università per Stranieri Tomaso Montanari. A coordinare la tavola rotonda sarà la giornalista Giulia Maestrini.
Interverranno Rosy Bindi, promotrice del Comitato “Società civile per il no”, l’avvocato Pietro Dinoi, Roberta Santoni Rugiu, consigliera della Corte d’Appello di Firenze, e Serena Sorrentino della Cgil Nazionale.
“Vogliamo spiegare ai cittadini cosa c’è dietro questa riforma, una riforma che di fatto non riforma niente -sottolinea Alessandro Nencini, presidente del Comitato toscano “È giusto dire NO”-. Non serve ai cittadini e non riduce di un solo giorno la durata dei processi. È un referendum pensato per indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura».
Secondo i promotori, infatti, la riforma non affronta le criticità strutturali del sistema giudiziario – come i tempi dei processi o la carenza di personale e risorse – ma interviene profondamente sull’assetto costituzionale della magistratura, con possibili ricadute rilevanti sullo stato di diritto e sulla qualità della risposta di giustizia per i cittadini.
L’appuntamento di Siena si inserisce in un calendario più ampio di iniziative regionali. Dopo l’incontro senese, il Comitato farà tappa venerdì 30 gennaio a Livorno, alle 17.30, presso il Circolo San Marco Pontino “Lanciotto Gherardi”, e il 6 febbraio a Firenze, alle 17.30, al Circolo Arci “25 aprile”, proseguendo il percorso di informazione e mobilitazione sul territorio toscano.