Affrontare la realtà senza pregiudizi ideologici, partendo dai bisogni concreti di un settore in difficoltà. È questo l’approccio con cui Ance Siena ha avviato un progetto strutturato per attrarre e formare lavoratori stranieri destinati al comparto delle costruzioni, oggi sempre meno attrattivo per la manodopera italiana.
Un’iniziativa che nasce dalla constatazione di una carenza ormai cronica di personale qualificato nei cantieri, aggravata dall’invecchiamento della forza lavoro e dalla scarsa disponibilità di giovani italiani a intraprendere una professione considerata faticosa e poco stabile.
“Abbiamo avviato un sistema di costruzioni insieme al Ministero e a una serie di soggetti della formazione, creando dei veri e propri punti di selezione e preparazione – spiega Giannetto Marchettini, presidente di Ance Siena -. Siamo già intervenuti in Tunisia, Albania e Macedonia, e adesso stiamo lavorando anche sulla Giordania, dove andiamo direttamente a selezionare persone disponibili a venire in Italia per lavorare nell’edilizia”.
Formazione mirata prima dell’arrivo in Italia
Uno degli elementi centrali del progetto è la formazione preliminare nei Paesi di origine, per evitare inserimenti improvvisati nei cantieri italiani. “Spesso arrivano ragazzi che hanno fatto dieci lavori diversi in un anno – sottolinea Marchettini – mentre l’edilizia richiede competenze specifiche e continuità”.
Nei percorsi formativi promossi da Ance vengono trasmesse le basi del mestiere, ma anche competenze ritenute fondamentali per l’integrazione e la sicurezza. “L’insegnamento della lingua italiana è essenziale – evidenzia il presidente -, soprattutto in un cantiere dove la sicurezza dipende dalla comprensione delle regole e delle indicazioni”.
L’obiettivo è individuare persone motivate, con un primo orientamento al settore edile, in grado di affrontare un percorso strutturato prima dell’ingresso nel mercato del lavoro italiano.Le criticità: casa e trasporti
Il progetto, però, non ignora le difficoltà che emergono una volta completato l’inserimento lavorativo. “Portare questi lavoratori in Italia non risolve automaticamente tutti i problemi – ammette Marchettini -. C’è il nodo dell’abitazione, che non è affatto banale, e quello dei trasporti: nelle nostre zone spesso i mezzi pubblici non ci sono, e queste persone non hanno mezzi propri”.
Ostacoli concreti che richiedono il coinvolgimento delle istituzioni locali e di una rete territoriale capace di accompagnare davvero l’integrazione.
“I problemi sono grandi, ma bisogna iniziare”
Nonostante le criticità, Ance Siena rivendica la necessità di agire. “I problemi sono grossi, ma da qualche parte bisogna iniziare – conclude Marchettini -. Se vogliamo garantire il futuro del settore edile, servono soluzioni pragmatiche, formazione seria e un approccio responsabile all’immigrazione per lavoro”.
Un progetto che punta a rispondere a un’esigenza reale dell’economia locale, aprendo al tempo stesso una riflessione più ampia sul rapporto tra lavoro, integrazione e sviluppo del territorio.