Edilizia torna volano dell’economia nel senese ma è allarme manodopera

Osservatorio della Cassa Edile. Il presidente Giannetto Marchettini: "Boom dell’edilizia in provincia di Siena ma l’allarme mancanza di manodopera rischia di compromettere lo sviluppo del settore favorito dal Superbonus e dalle agevolazioni, con conseguenze sull’economia provinciale"

Cresce l’edilizia, che si riappropria in provincia del suo ruolo di volano dell’economia ma è allarme manodopera tanto da minacciare il rallentamento dell’attività e la sospensione di alcuni cantieri. “Accantonata la crisi di inizio 2020 a causa della sospensione dell’edilizia per la pandemia e dopo la ripresa di fine anno – ha detto Giannetto Marchettini, presidente Cassa Edile Siena alla presentazione della Congiunturale con la coordinatrice Federica Mori -, in questo primo semestre la ripresa consente al settore di raggiungere i livelli record del precedente decennio, con ritmi di incremento del 7% rispetto al precedente semestre, e annuale del 20%. L’enorme sviluppo del comparto privato è sostenuto dal Superbonus 110% e da altre agevolazioni: 1620 i cantieri privati aperti in questo primo semestre rispetto ai 916 del periodo precedente a ritmi del 56%; valori ai quali devono essere aggiunti 116 cantieri pubblici. Il processo rischia un rallentamento o addirittura l’arresto, fra l’altro, per la difficile reperibilità di materiali da costruzione e delle attrezzature ma soprattutto per la scarsità di manodopera, anche qualificata. È a rischio lo sviluppo di un settore che, con nuovi investimenti privati, per i benefici fiscali a costo zero o minimo, può alimentare un grande indotto nel territorio”.

“L‘edilizia è in evoluzione e deve farsi trovare pronta dalla ripresa – dichiara il vice presidente Cassa Edile Simone Arcuri -, riqualificando il settore con innovazione, sostenibilità, sicurezza e occupazione. Tutto ciò impone di assicurare valore aggiunto alle costruzioni anche grazie al ruolo fondamentale degli Enti bilaterali, Cassa e Scuola Edile. Occorre favorire il ricambio generazionale; Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil sono impegnate nel richiedere nuove modalità di accesso anticipato alla pensione dando spazio ai giovani e favorendo piani di formazione per nuovi addetti”.

“L’Ance Siena – aggiunge il presidente Marchettini – a settembre lancerà una campagna per stimolare i giovani ad avvicinarsi all’edilizia, settore che offre interessanti margini professionali e retributivi alla manodopera femminile nell’alta specializzazione”.

L’OSSERVATORIO DELLA CASSA EDILE

I dati rivelano un settore che ha riconquistato il suo ruolo di volano dell’economia senese: 522 imprese in provincia, con un incremento del 7,44% rispetto all’inizio dell’anno, 2.139 operai occupati al 30 giugno, +12,29% rispetto al 2020; 1.604.957 ore lavorate con un aumento del 38,40%, una media di 124,90 con un + 25,45. A tutto vantaggio dei salari: oltre 17milioni514 mila nei primi sei mesi con un incremento del 38,65%.
Prevalgono le imprese di piccola dimensione: 473 quelle fino a cinque dipendenti, 108 quelle fino a 20 lavoratori, 14 quelle fino a 40 addetti, un’imprese supera questo livello. La popolazione maggiore delle aziende edili è in Valdelsa con 137 imprese e dove si concentra anche il maggior numero di cantieri aperti dall’inizio dell’anno, 398; poi la Valdichiana,119 aziende e 224 cantieri; 66 aziende nelle Crete Senesi; 31 in Val di Merse e altrettante in Val d’Orcia – Amiata; 27 nel Chianti e 6 nel capoluogo senese; 125 le imprese edili con sede fuori della provincia.
Il maggior contributo alla ripresa dell’edilizia viene da quella civile con 1255 nuovi cantieri per ristrutturazione di edifici, 1221 privati e 81 pubblici, e 81 per nuove costruzioni. Poi l’edilizia produttiva con 181 cantieri. Ed ancora, fra l’altro, le opere stradali: 5 ferroviarie, 74 stradali, 1 cantiere per viadotto.

L’IMPEGNO DELLA SCUOLA EDILE
Nel primo semestre 2021 sono stati formati 745 allievi con l’erogazione di 1513 ore in otto corsi, con incrementi del 47,20 e 53,3%.
Riguardo all’età degli occupati, prevalgono quelli, 1309, nella fascia 31 – 50 anni; 344 operai con un’età fra 14 e 30 anni; 1020 superano 51 anni. Gli italiani sono 1674, il 55%; gli stranieri 1071. L’85 per cento provengono da queste nazioni: Albania, 360; Kosovo, 233; Romania, 185; poi Ucraina, Macedonia, Marocco, Tunisia.
Ad incrementare la popolazione occupata nell’edilizia gli apprendisti: 2.671 in questo primo semestre.