Torna al centro del dibattito il tema dell’energia, tra tensioni internazionali, rincari e l’ipotesi, sempre più discussa, di un possibile “lockdown energetico”, ovvero misure straordinarie per ridurre i consumi in caso di crisi delle forniture. Per Sienaenergie, realtà del Terzo Settore nata a Siena e oggi attiva nella promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) in tutta la Toscana, la direzione da seguire è chiara: “Mi pare molto evidente – spiega il presidente Alessandro Vigni– che diventa sempre più indispensabile rendersi autosufficienti dal punto di vista energetico”.
Una posizione netta, che si fonda su un modello alternativo a quello tradizionale basato sulle importazioni: “È molto meglio prodursi l’energia sul tetto di casa – afferma – che andare a comprarla dalle navi metaniere che devono attraversare l’Atlantico, trasportare il metano, passare dagli impianti di rigassificazione, arrivare alle centrali e poi essere distribuita con dispersioni significative”.
Per Vigni, la questione non è solo economica, ma anche politica e sociale: “La filosofia della democrazia energetica, cioè puntare all’autosufficienza dei cittadini, è oggi quanto mai importante”.
Un principio che diventa ancora più rilevante alla luce delle possibili misure emergenziali. In caso di “lockdown energetico”, infatti, il ruolo delle comunità energetiche potrebbe rivelarsi decisivo: “La nostra parte – sottolinea – è quella di correre il più possibile per dotare quanti più cittadini possibile di impianti di produzione locale di energia a cui collegarsi per i consumi”.
Una strategia che guarda anche al contesto europeo, dove alcuni Paesi hanno già intrapreso questa strada con risultati evidenti: “In Europa – evidenzia – la Spagna ha un costo dell’energia elettrica tre volte inferiore rispetto all’Italia, proprio perché ha investito in modo deciso nella realizzazione di nuovi impianti, soprattutto fotovoltaici ma anche eolici”.
Da Siena, dunque, un modello che punta a trasformare la produzione energetica da sistema centralizzato a rete diffusa, con l’obiettivo di rendere cittadini e territori più autonomi, resilienti e meno esposti alle crisi globali.