Engineering, annunciati 355 esuberi strutturali. Miniero: "No ai licenziamenti, servono soluzioni alternative"

I sindacati dichiarano lo stato di agitazione e preparano lo sciopero

Di Simona Sassetti | 28 Febbraio 2026 alle 14:30

Si accende il confronto tra sindacati e vertici di Engineering Ingegneria Informatica dopo la comunicazione dell’azienda alle parti sociali sulla riorganizzazione interna e sui suoi effetti occupazionali. Al centro del dibattito, l’annuncio di 355 esuberi strutturali a livello nazionale, una prospettiva che ha portato le organizzazioni sindacali ad avviare lo stato di agitazione.

A spiegare la posizione della FIOM CGIL è Daniela Miniero, che parla di una situazione giudicata inaccettabile dai lavoratori. “L’azienda ci ha comunicato un piano di riorganizzazione con 355 esuberi strutturali su tutto il territorio nazionale – afferma – ma noi non possiamo accettare che le conseguenze di scelte organizzative ricadano sulle lavoratrici e sui lavoratori”.

Secondo Miniero, la decisione appare ancora più difficile da comprendere alla luce dei risultati economici dell’azienda: “Parliamo di una realtà che chiude un bilancio con un EBIT importante. Non è accettabile che un’azienda scarichi sulla forza lavoro il peso di scelte del management che evidentemente non hanno funzionato”.

La sindacalista sottolinea come la mobilitazione sia già partita: “Abbiamo aperto lo stato di agitazione e ricevuto mandato dai lavoratori per un pacchetto di otto ore di sciopero, che sarà definito nelle modalità e nei tempi”. Una linea chiara che punta a difendere l’occupazione e a ottenere garanzie concrete nel confronto con la direzione aziendale.

Il prossimo incontro tra le parti è già fissato e rappresenterà un passaggio decisivo. “Noi siamo disponibili a valutare soluzioni alternative – spiega Miniero – come ammortizzatori sociali o altri strumenti che possano accompagnare questa fase, ma non siamo assolutamente disponibili a parlare di licenziamenti”.

Un punto, quello delle uscite dal lavoro, su cui la posizione sindacale resta netta. “La responsabilità o l’irresponsabilità di determinate scelte aziendali non può ricadere solo sulla forza lavoro”, ribadisce la rappresentante FIOM, chiedendo che il confronto si sposti su percorsi condivisi e sostenibili.

Sul clima che si respira tra i dipendenti, Miniero parla di una fase complessa: “C’è mobilitazione, c’è preoccupazione, ma anche fiducia nella possibilità di trovare soluzioni diverse. L’azienda aveva rappresentato strategie d’impresa che però non hanno dato i risultati attesi”.

I sindacati confermano dunque la volontà di proseguire la trattativa, ma senza arretrare sulle garanzie occupazionali. “Siamo pronti a lottare – conclude Miniero – e a discutere strumenti alternativi. L’obiettivo è evitare che il costo della riorganizzazione venga pagato dai lavoratori”. Il confronto resta aperto, con i prossimi incontri che potrebbero segnare una fase decisiva nella vertenza Engineering.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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