Engineering, i sindacati bocciano il tavolo: "Incontro deludente, nessuna risposta. I tagli non sono l’unica strada"

Dopo un confronto giudicato deludente, le parti sociali chiedono una Cigs per riorganizzazione con formazione e riqualificazione, respingendo il piano di 655 esuberi annunciato su tutto il territorio nazionale

Di Redazione | 3 Marzo 2026 alle 19:00

Engineering, i sindacati bocciano il tavolo: "Incontro deludente, nessuna risposta. I tagli non sono l’unica strada"

L’incontro di oggi tra Engineering e parti sociali si è chiuso con un nulla di fatto e un carico di aspettative tradite. Al centro del confronto continua ad aleggiare un numero che pesa come un macigno: 655 esuberi sull’intero territorio nazionale, che l’azienda, secondo i sindacati, continua a considerare l’unica strada percorribile. Le organizzazioni dei lavoratori rispondono che alternative esistono e che vanno esplorate subito, a partire dagli ammortizzatori sociali “conservativi” e da un serio piano di riqualificazione professionale.

“L’incontro con Engineering è stato deludente. Non sono arrivate risposte soddisfacenti alle proposte e alle richieste avanzate dalle parti sociali – spiega la segretaria generale della Fiom Cgil Daniela Miniero -. Vogliono legittimare una perdita occupazionale importante come l’unica strada. Noi invece abbiamo rappresentato che ci sono altri strumenti. Per noi lo strumento più adatto non è il contratto di solidarietà, ma una cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione.

“Gli esuberi  – prosegue Miniero – sono legati a una riorganizzazione e in questo caso per noi non esistono esuberi, esiste una riqualificazione professionale. La forza lavoro non può essere tagliata fuori, deve essere inclusa in questo processo di riorganizzazione”.

Alla luce delle “non-risposte” ricevute, le parti hanno chiesto la riapertura del confronto, riconvocando un altro tavolo per il 13 marzo, “nell’attesa che questa volta l’azienda arrivi con contenuti e possa portare almeno risposte parziali alle nostre richieste”, conclude Miniero.



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