Non ci sono ancora novità concrete sulla vertenza Beko, ma i sindacati continuano a muoversi per tenere alta l’attenzione sul futuro del sito industriale. Ieri i sindacati hanno incontrato il consigliere regionale Simone Bezzini, con l’obiettivo di fare il punto sulla situazione e coinvolgere la Regione nel percorso verso la reindustrializzazione dello stabilimento.
A fare il quadro della situazione è Massimo Martini, segretario della Uilm Uil di Siena. “Purtroppo non è che abbiamo grandi novità – spiega – ma abbiamo voluto confrontarci con Simone Bezzini, che ora sarà un interlocutore importante in Consiglio regionale, per fare il punto della situazione”.
Secondo Martini resta una certa preoccupazione sui tempi e sui passaggi necessari per arrivare alla riqualificazione dell’area. “L’ultimo incontro che abbiamo avuto con l’amministrazione comunale è stato alla presenza di Gabriele Corradi, ma da allora non abbiamo avuto ancora l’opportunità di rincontrarlo. In quell’occasione abbiamo spinto affinché la società lavori il prima possibile a un piano concreto per la bonifica dell’immobile“.
La bonifica dell’area è considerata il primo passaggio fondamentale per rendere il sito nuovamente attrattivo dal punto di vista industriale. “L’obiettivo – continua Martini – è creare un sito accogliente e adeguato alle esigenze industriali di oggi, in modo che eventuali investitori possano trovare conveniente venire a investire. Ma serve un piano chiaro e tempi certi”.
Tra le preoccupazioni dei sindacati c’è anche il rischio che le procedure amministrative possano rallentare il percorso. “La società dovrà comunque passare attraverso gare di appalto, e questo potrebbe allungare i tempi”.
L’obiettivo: un nuovo soggetto industriale entro fine anno
Dal confronto con il consigliere regionale è emersa la disponibilità della Regione a seguire da vicino la vicenda. “Ci fa piacere – afferma Giuseppe Cesarano, segretario della Fim Cisl di Siena – che un consigliere regionale che rappresenta Siena si occupi del suo territorio”.
Per i sindacati la parola chiave resta lavorare insieme. “Qui dobbiamo lavorare a stretto giro Comune, Regione e sindacati, tutti insieme, perché l’obiettivo che ci siamo posti è entro fine anno avere un soggetto industriale e costruire il futuro di questo sito”. Più interlocutori istituzionali, spiegano i rappresentanti sindacali, possono aiutare a dare maggiore forza al percorso di rilancio dell’area industriale.
Il prossimo passaggio: il tavolo ministeriale del 28 aprile
Il prossimo appuntamento decisivo sarà il tavolo ministeriale previsto per il 28 aprile. “Speriamo che per quella data – spiega Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil di Siena – il Governo presenti elementi di novità“.
Per arrivare alla reindustrializzazione, sottolinea Miniero, sarà necessario il lavoro coordinato di tutti i soggetti coinvolti. “Bisogna lavorare in sinergia: la Regione, la società costituita per l’80% da Invitalia e per il 20% dal Comune, e tutte le istituzioni coinvolte nel rilancio industriale del territorio”.
I sindacati chiedono però garanzie precise sul futuro del sito. “Rendere attrattivo il sito è importante – afferma – ma non basta. Potrebbe anche diventare un boccone ghiotto per operazioni speculative. Siccome con la vicenda Beko ci siamo già passati, chiediamo alla politica, da quella nazionale fino a quella territoriale, di valutare con grande attenzione il soggetto che verrà a reindustrializzare“.
L’obiettivo è evitare che il territorio si ritrovi nuovamente in una situazione di crisi occupazionale. “Servono garanzie vere, perché non vogliamo trovarci tra qualche anno con un nuovo buco occupazionale dopo tutto quello che è stato costruito anche grazie alla lotta dei lavoratori“.