La prospettiva di un coinvolgimento di Leonardo nella reindustrializzazione dell’ex Beko di Siena accende il dibattito politico. Dopo l’annuncio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante l’incontro di giovedì al Mimit, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci accoglie con soddisfazione la notizia, ma non risparmia una critica alla Fiom-Cgil, accusata di aver introdotto troppo presto dei distinguo sulla futura produzione dello stabilimento di viale Toselli: “Giovedì è stata una bella giornata al Ministero perché il ministro Urso si è sbilanciato in maniera clamorosa, dicendo che Leonardo avrebbe comunque affiancato il Comune di Siena nella reindustrializzazione del sito ex Beko – afferma Tucci -. Notizia importantissima della quale dobbiamo ringraziare il ministro sicuramente, il presidente Francesco Macrì di Leonardo, ma anche l’onorevole Michelotti, il sindaco Fabio e il vicesindaco Michele Capitani, che si sono spesi senza risparmio”.
Un riconoscimento che Tucci estende anche ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali: “I lavoratori hanno tenuto il punto e le organizzazioni sindacali hanno sempre affiancato l’azione dei nostri amministratori interferendo il meno possibile”.
Ma è proprio sul ruolo dei sindacati, però, che arriva la stoccata del rappresentante di Fratelli d’Italia. Tucci contesta le prime richieste di chiarimento della Fiom-Cgil sulle attività produttive che potrebbero insediarsi nell’area industriale senese e invita a non anteporre la definizione delle produzioni alla necessità di garantire un futuro occupazionale.
“Ora naturalmente cominciano i distinguo – osserva -. Leonardo è la nostra principale industria partecipata, ha tanti stabilimenti nella regione e tanti dipendenti, quasi duemila. Abbiamo Campi Bisenzio con quasi mille dipendenti, Livorno, Abbadia San Salvatore e Montevarchi”.
Da qui la critica alla posizione della Fiom: “Non capiamo il distinguo di Fiom-Cgil che vuole sapere cosa sarà prodotto lì – conclude Tucci -. Sarà prodotto quello che deve essere prodotto per dare lavoro a questi primi lavoratori che sono rimasti a piedi, che a fine 2027 sarebbero senza ammortizzatori sociali, e poi a tutti gli altri che verranno. Questa è la cosa fondamentale, assicurare il lavoro ai nostri concittadini”.
L’interessamento di Leonardo apre dunque una nuova prospettiva per il futuro dell’ex Beko, ma la partita resta da definire nei suoi aspetti industriali e occupazionali. Se da una parte Tucci invita a valorizzare l’annuncio del Governo e a concentrarsi sulla tutela dei lavoratori, dall’altra resta aperta la questione delle produzioni, degli investimenti e delle garanzie che dovranno accompagnare il progetto di reindustrializzazione.