Le esportazioni della provincia di Siena chiudono il 2025 con un valore complessivo di 4 miliardi e 549 milioni di euro, segnando una flessione del 9,9% rispetto al 2024. È quanto emerge dai dati provvisori diffusi da ISTAT e analizzati dalla Camera di Commercio di Arezzo-Siena.
Nonostante la contrazione, Siena conferma la quarta posizione tra le province toscane per valore dell’export, con una quota pari al 6% del totale regionale, all’interno di una Toscana che nel complesso ha registrato un anno molto positivo: 76,3 miliardi di esportazioni e una crescita del 21,3% rispetto al 2024.
Il quarto trimestre ha mostrato segnali di ripresa. «Con un valore dei flussi verso l’estero pari a 1 miliardo e 220 milioni di euro, il trimestre finale ha registrato un +2%, ma non è stato sufficiente a compensare il calo dei mesi precedenti», commenta il presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena e di Unioncamere Toscana, Massimo Guasconi.
Guasconi sottolinea anche il peso dell’area vasta Arezzo-Siena nel commercio internazionale: “Se sommiamo i 4,5 miliardi di Siena ai 18,5 miliardi di Arezzo, le imprese della nostra Camera di Commercio contribuiscono per oltre il 30,3% all’export della Toscana“.
Farmaceutica, il settore chiave
Il risultato complessivo dell’export senese è fortemente influenzato dal settore farmaceutico, che rappresenta oltre la metà delle esportazioni provinciali (56,2%). Nel 2025 il comparto ha raggiunto 2 miliardi e 558 milioni di euro, con una flessione del 10,1% rispetto all’anno precedente.
Il calo è dovuto soprattutto alla contrazione nel principale mercato di sbocco, gli Stati Uniti, che registrano -18,1% per un valore di circa 630 milioni di euro. In crescita invece altri mercati importanti: Polonia (+15,2%), Francia (+101%) e Singapore (+21,4%).
Secondo Guasconi, la flessione deve essere letta anche alla luce della crescita straordinaria degli anni precedenti: “Il valore delle esportazioni farmaceutiche era quasi triplicato in cinque anni fino al 2023. Il dato del 2025 può quindi essere interpretato anche come un fisiologico assestamento. Il polo farmaceutico senese – aggiunge Guasconi – resta un’eccellenza nazionale nella produzione di farmaci e vaccini”.
Camperistica in difficoltà
Il secondo settore dell’export senese è quello della camperistica, che nel 2025 ha superato 579 milioni di euro, ma con una flessione del 13,7% rispetto al 2024.
Tra i mercati principali si registrano difficoltà in Germania (-21,1%), Francia (-43,3%) e Regno Unito (-18,2%), mentre crescono Spagna (+17%), Belgio (+22,5%), Polonia (+35,6%) e Slovenia (+104,4%).
Il vino tiene, ma rallenta
Il terzo pilastro dell’export senese resta quello delle bevande, in particolare il vino, che nel 2025 ha superato 430 milioni di euro, con una diminuzione del 3,8%.
Gli Stati Uniti, primo mercato di riferimento, scendono del 12,4% con 157 milioni di euro di esportazioni, mentre cresce il secondo mercato, la Germania, con +29,9%.
Secondo Guasconi, i dazi annunciati nel 2024 avevano inizialmente spinto gli ordinativi, mentre la loro applicazione dall’agosto 2025 “non sembra aver colpito in maniera significativa le fasce di vino più costose, nelle quali rientrano molti vini di alta gamma prodotti nel senese”.
Un contesto internazionale incerto
Nel complesso il quadro dell’export provinciale mostra difficoltà diffuse in diversi comparti manifatturieri, anche se gli ultimi mesi dell’anno hanno evidenziato segnali di miglioramento.
“Il futuro rimane condizionato da variabili esterne imprevedibili – conclude Guasconi – come il protrarsi dei conflitti in Ucraina e nel Golfo, con ripercussioni sui trasporti, l’instabilità dei mercati energetici e l’aumento delle barriere tariffarie. Tutti fattori che obbligano le imprese senesi a rivedere costantemente le proprie strategie commerciali in un mercato globale sempre meno stabile”.