Fine vita, botta e risposta Meloni-Giani, il Governatore: "Il Governo si nasconde e non legifera"

Dopo la sentenza della Consulta, la premier frena su una legge nazionale. Il presidente della Toscana replica: “Se il Parlamento intervenisse, toglierebbe le castagne dal fuoco a tutti, ma questo Governo non vuole farlo”

Di Lorenzo Agnelli | 10 Gennaio 2026 alle 11:00

Fine vita, botta e risposta Meloni-Giani, il Governatore: "Il Governo si nasconde e non legifera"

Dopo la pronuncia della Corte costituzionale che ha salvato l’impianto della legge toscana sul fine vita, bocciandone solo alcune parti, il tema torna al centro del dibattito politico nazionale. A riportarlo all’attenzione è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta sull’argomento durante la conferenza stampa di inizio anno alla Camera.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, la premier ha chiarito la posizione del Governo: “Dipende dai contenuti, ci sta lavorando il Parlamento. Penso che il compito dello Stato e delle istituzioni non sia favorire percorsi per suicidarsi, ma rimuovere o ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie. Questo è quello che fa il Governo”.

Una presa di posizione che arriva a pochi giorni dalla sentenza con cui la Consulta ha riconosciuto la legittimità complessiva della legge regionale toscana, respingendo il tentativo dell’Esecutivo di ottenerne l’abrogazione totale.

La replica di Giani: “La Toscana ha attuato la sentenza della Corte”

Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha rivendicato il senso e la portata della normativa approvata dal Consiglio regionale. “Abbiamo già parlato a lungo del fatto che la legge toscana è una legge di avanguardia – ha spiegato Giani – perché introduce disposizioni organizzative per l’attuazione della sentenza della Corte costituzionale del 2019. La Toscana non ha fatto altro che dare corso a ciò che ci dice la Corte, nel senso più profondo della libertà di scelta della persona”.

Secondo il presidente, la Regione si è mossa proprio per colmare il vuoto lasciato dallo Stato: “Parliamo di persone in condizioni gravissime, affette da una malattia irreversibile che porta scientificamente a un dolore crescente e a una condizione irreversibile verso la morte. In questi casi, la Corte consente una scelta di fine vita medicalmente assistita. La Corte costituzionale ha riconosciuto come legittima l’impalcatura fondamentale della legge e ha stabilito che la Regione può legiferare su questa materia. Era proprio questo che l’Avvocatura dello Stato metteva in discussione”.

La Toscana, ha aggiunto, è già al lavoro per adeguare la normativa ai rilievi della Consulta: “Stiamo intervenendo sui profili indicati dalla Corte, per conformarci pienamente alla sentenza e continuare a essere un punto di riferimento anche per le altre Regioni, che ora, dopo questa pronuncia, possono legiferare”.

L’affondo politico: “Il Governo non vuole una legge”

Il passaggio più netto riguarda però il ruolo dello Stato.
Se lo Stato legiferasse – ha concluso Giani – toglierebbe le castagne dal fuoco a tutti, perché il modo più corretto di intervenire è una legge del Parlamento. Il problema mi sembra proprio questo Governo che non la vuole fare”.

Un’accusa politica diretta, che riporta il tema del fine vita al centro dello scontro tra Regioni e Governo e rilancia la questione irrisolta: a oltre sei anni dalla sentenza della Corte costituzionale, una legge nazionale ancora non c’è.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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