Fine vita, Giani: “La legge toscana è subito applicabile, eliminati tutti i requisiti censurati dalla Consulta”

Il presidente della Regione: “Basta eliminare i punti censurati dalla Consulta. La Toscana può legiferare, lo Stato non lo ha fatto”

Di Lorenzo Agnelli | 12 Gennaio 2026 alle 17:30

La legge regionale toscana sul fine vita è immediatamente applicabile. Lo ha affermato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani nel corso della conferenza stampa convocata insieme all’assessora regionale al diritto alla salute e al sociale Monia Monni, a pochi giorni dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla legge numero 16/2025.

Secondo Giani, dopo un’attenta analisi condotta con gli uffici legali della Regione, la pronuncia della Consulta non lascia margini di incertezza: la legge resta valida nel suo impianto e necessita soltanto dell’eliminazione puntuale degli articoli, commi e parole dichiarati incostituzionali.

“La sentenza è molto chiara e precisa – ha spiegato il presidente – indica esattamente cosa deve essere cassato. Tolte quelle parti, la legge è coerente e perfettamente funzionante. Possiamo quindi considerarla vigente e immediatamente applicabile”.

La Consulta legittima l’intervento della Regione

Giani ha rivendicato con forza il significato politico e istituzionale della sentenza numero 204, che ha respinto la richiesta del Governo di dichiarare incostituzionale l’intera legge regionale. Una tesi, quella dell’Avvocatura dello Stato, fondata sull’idea che la materia fosse esclusivamente penale e quindi riservata allo Stato. “La Corte è nettissima – ha sottolineato –: questa non è materia penale, ma rientra nella tutela della salute, che è competenza legislativa concorrente. La Regione ha quindi piena potestà di intervenire”.

Un passaggio decisivo riguarda anche l’assenza di una legge nazionale. La Consulta, ha ricordato Giani, ha chiarito che la mancata iniziativa dello Stato non impedisce alle Regioni di agire.

“Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorso statale – ha detto –, l’esercizio della competenza regionale non è precluso dal fatto che lo Stato non abbia ancora legiferato, nonostante i ripetuti inviti della Corte costituzionale dal 2019”.

Cosa cambia nella legge

Nel dettaglio, la Regione procederà a eliminare l’articolo che fissava direttamente i requisiti di accesso al suicidio medicalmente assistito, perché la definizione dei principi valoriali spetta al legislatore statale o alla giurisprudenza costituzionale. Via anche la possibilità di presentare l’istanza tramite un delegato: la scelta deve essere compiuta sempre e solo dal diretto interessato, in piena coscienza e volontà.

Tagliati inoltre tutti i passaggi che imponevano termini rigidi di tempo alle procedure, ritenuti dalla Corte un’eccessiva rigidità. “La procedura resta – ha chiarito Giani – ma senza l’incalzare dei tempi”.

Restano invece pienamente in vigore le disposizioni centrali della legge: la costituzione delle commissioni multidisciplinari nelle Asl, la procedura di verifica dei requisiti e il riferimento ai quattro principi fissati dalla Corte costituzionale: irreversibilità della patologia, dolore destinato ad aumentare, morte certa e scelta libera e consapevole della persona.

“La legge regionale è più asciutta ma efficace”

“La Corte ha lavorato di cesello – ha concluso Giani –, togliendo ciò che non rientrava nella competenza regionale, ma lasciando intatta l’impalcatura. La legge oggi è più asciutta, coerente e in grado di raggiungere lo scopo per cui era stata pensata”.

Da oggi, dunque, la Toscana considera la legge sul fine vita acquisita all’ordinamento regionale e applicabile all’interno delle aziende sanitarie, in attesa di una legge nazionale che, come ribadito dalla Consulta, resta una responsabilità del Parlamento.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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