Fine vita, si esprime positivamente anche l'Avvocatura regionale: “La legge toscana resta in vigore”

Dopo il parere tecnico discusso in commissione Sanità, confronto politico tra Pd e opposizione: Biffoni rivendica l’impianto normativo, Tomasi parla di correzioni utili introdotte dalla Consulta

Di Lorenzo Agnelli | 5 Febbraio 2026 alle 8:30

Fine vita, si esprime positivamente anche l'Avvocatura regionale: “La legge toscana resta in vigore”

La legge toscana sul fine vita resta pienamente in vigore ed è applicabile. È quanto emerge dal parere dell’Avvocatura regionale e dell’Ufficio legislativo, illustrato in commissione Sanità del Consiglio regionale. Sul tema sono intervenuti il presidente della commissione, Matteo Biffoni (Pd), e il portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi (FdI).

Secondo Biffoni, il parere ha chiarito in modo definitivo gli effetti della sentenza della Corte costituzionale: “L’Ufficio legislativo della Regione ha spiegato in maniera netta e inequivocabile cosa accade alla legge sul fine vita dopo la pronuncia della Consulta. La legge è pienamente in vigore, è applicata e applicabile sul nostro territorio e contiene previsioni normative ben precise“.

Il presidente della commissione Sanità sottolinea inoltre che il richiamo della Corte riguarda il Parlamento: “Non è una questione di governo o di colori politici – aggiunge – ma è il Parlamento che deve definire quei passaggi che le Regioni non possono normare. Il nostro lavoro è stato quello di cristallizzare la situazione della legge dopo la sentenza e sollecitare il legislatore nazionale a colmare le lacune ancora esistenti”.

Per Biffoni, la normativa rappresenta un risultato politico importante: “La legge c’è ed è un grande risultato del lavoro della Regione Toscana, frutto dell’azione della precedente Giunta e del precedente Consiglio. È un patrimonio che oggi consegniamo ai cittadini con una punta d’orgoglio“.

Di diverso tenore la valutazione dell’opposizione. Per Alessandro Tomasi, il parere dell’Avvocatura certifica sì la sopravvivenza della legge, ma mette in luce anche l’effetto positivo delle correzioni introdotte dalla Corte costituzionale.
“Abbiamo finalmente un parere formalizzato nei verbali della Commissione – spiega – che dice che la legge, con le correzioni della Consulta, rimane in piedi. Ma è emerso anche che l’intervento della Corte è stato opportuno“.

Secondo Tomasi, alcune parti della norma regionale sono state migliorate proprio grazie all’impugnativa del Governo: “Sono stati corretti aspetti che potevano creare problemi ai medici e alle strutture sanitarie, come i tempi troppo stringenti – osserva – che non si conciliavano con la libertà del medico e del paziente di decidere nei tempi necessari”.

Tra i punti modificati anche la possibilità di delega: “È stato tolto il riferimento al delegato – conclude – ed è stato ribadito che il diritto resta in capo alla persona interessata. La legge resta quindi in piedi, ma con correzioni che ne migliorano l’impianto”.

Il confronto politico sul fine vita resta dunque aperto: da un lato la maggioranza rivendica la piena validità della legge regionale, dall’altro l’opposizione sottolinea il ruolo correttivo svolto dalla Corte costituzionale. Ma l’impasse rimane e che riguarda la necessità di un intervento del Parlamento per una disciplina uniforme a livello nazionale.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



Articoli correlati