Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato questo pomeriggio la nomina, proposta dal Pd, di Daniele Magrini come rappresentante della Regione nella Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Queste le prime parole del giornalista senese.
Cosa prova dopo questa nomina?
È una nomina che mi ha emozionato, perché è una sorta di sintesi della mia vita. Oltre 20 anni della mia attività professionale si sono svolti in Toscana. Di questi, gli ultimi 15 a Firenze. Il resto – a parte un quinquennio in Umbria – a Siena per un’altra quindicina di anni. Il fatto che la Regione Toscana mi abbia indicato come membro della Deputazione Generale di Fondazione Monte dei Paschi, mi consente di mettere a frutto questa esperienza maturata in Toscana, nell’organismo di indirizzo di una istituzione con profonde radici senesi.
Come nasce la sua candidatura?
Credo che l’idea della mia candidatura abbia iniziato a maturare a fine luglio, quando, in occasione del varo della Legge Regionale sull’Intelligenza Artificiale, ho chiamato Simone Bezzini, Capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, per scrivere l’articolo sulla rivista thedotcultura.it con cui collaboro. Da anni studio gli effetti delle nuove tecnologie sui media e ho scritto diversi libri su questo argomento. Ma nel dialogo con Bezzini dissi che la spinta a studiare questi temi mi venne in quel periodo, dal 2006 al 2010, in cui ho lavorato in Fondazione Sistema Toscana, come direttore del portale intoscana.it e responsabile dei contenuti. Nascevano i social e il web diventava un’altra cosa. La Fondazione era una sinergia tra Regione Toscana e Monte dei Paschi, nata proprio per governare le modifiche in atto sulla Rete, al servizio dei cittadini toscani. A guidare la Fondazione era Paolo Chiappini e per quattro anni abbiamo profuso il nostro impegno fianco a fianco. Voglio pensare che il fatto di essere stato a chiamato a sostituirlo in Fondazione Mps, dopo la sua morte nel luglio scorso, sia un ulteriore omaggio a Paolo. Credo che Bezzini proprio per questo precedente abbia iniziato a valutare l’opportunità della mia candidatura da parte del Gruppo PD in Consiglio Regionale. Penso, infine, che in questa nomina regionale abbia pesato anche la mia esperienza di tre anni nel Consiglio di Amministrazione di Siena Jazz, nel mandato 2010-2013, su indicazione dell’Amministrazione Provinciale. Anche in quel caso fui scelto perché, lavorando a Firenze come direttore di Toscana Tv, fossi una sorta di ponte verso la Regione.
Ci sono riflessi politici in questa nomina?
La mia nomina non è legata ad appartenenze politiche, anche se ovviamente mi ha fatto molto piacere che le forze politiche di maggioranza già in Commissione referente e poi in Consiglio Regionale siano state compatte sul mio nome. E l’astensione delle minoranze è un altro segnale che giudico positivo. Voglio pensare che il mio curriculum, con la molteplicità di competenze acquisite intorno alla radice principale del giornalismo, sia stato l’elemento decisivo.