Aumentate le erogazioni e accresciuto il patrimonio netto. Il Pd spinge per le nomine dei nuovi vertici prima delle Amministrative: si pensa all’ex vice sindaco di Cenni Carlo Rossi come presidente
E’ stato presentato ieri il rendiconto del mandato della deputazione amministratrice di Fondazione Mps 2014-2018, da cui risulta un sostanziale risanamento e normalizzazione dell’ente: scatta ora la partita del dopo Clarich, con la polemica sempre viva tra chi come il sindaco uscente Bruno Valentini vuole arrivare alla nomina degli organi (che scadono a fine aprile) prima della tornata elettorale, e chi come il suo sfidante Luigi De Mossi, rappresentante del centrodestra, chiede invece che i nuovi vertici vengano scelti da chi avrà vinto le Amministrative, quindi dopo il 10 giugno (o il 24, in caso di ballottaggio). Le manovre sono già in atto: Valentini ha proposto per la poltrona di presidente il nome di Carlo Rossi, ex manager di Chianti Banca e vice sindaco senese nell’amministrazione Cenni dal 2001-2006, col dg che potrebbe invece essere Giorgio Pernici, attuale direttore di Capital Services.
Tornando ai numeri resi noti, dal 2015 si registra un incremento dei contributi finanziari complessivamente deliberati ai beneficiari (+13% nel 2016 rispetto al 2015 e +26% nel 2017 rispetto al 2016; dal 2015 al 2017 +43%); aumento che risulta ulteriormente atteso anche nel 2018, con una previsione di nuove assegnazioni di circa €mln 4,3 (+5% annuo, +50% sul 2015).
Fondamentale nel quadriennio il processo di riduzione degli oneri, perseguito dalla Deputazione Amministratrice, con un abbattimento di circa il 58%, rispetto al 2013 (da circa €mln 11 a €mln 4,6). Da rilevare, in particolare, rispetto al 2013, la riduzione dei compensi degli organi di circa il 53% e dei costi del personale di circa il 50%. Tali dati dimostrano l’attenzione riposta nel contenimento dei costi e nella razionalizzazione della struttura, in modo da ottenere un progressivo riallineamento con la nuova scala dimensionale di FMPS. Ulteriori riduzioni sono attese sul Budget approvato del 2018. L’evoluzione storica dell’avanzo di esercizio evidenzia una tendenza positiva: non solo la messa in sicurezza ma anche la crescita, con il progressivo ritorno ad una redditività capace di garantire l’attività istituzionale garantendo la conservazione del patrimonio.
Il patrimonio entto si è incrementato nell’ultimo anno di circa €mln 13. Non considerando le svalutazioni della Conferitaria, di Sansedoni e di Palazzo del Capitano – effettuate anche sulla base di una perizie esterne – il peso degli oneri finanziari del debito estinto nel 2014 e le poste destinate alle erogazioni, il patrimonio netto risulterebbe addirittura incrementato di circa €mln 12 nel quadriennio. L’Attività Istituzionale della Fondazione si è caratterizza per un’azione combinata fra erogazioni di somme in denaro ed apporto di servizi, professionalità, capitale umano e relazionale che hanno rappresentato una sorta di erogazioni “in natura” (c.d. in kind); a servizio di processi e progetti di utilità sociale, verso il territorio di riferimento.
Sono 22 i distacchi attivati dal 2014 (nel solo 2017 presso Comune di Siena, Fondazione Accademia Musicale Chigiana, Fondazione Musei Senesi e Siena Jazz) in attività specialistiche di coordinamento intermedio e di direzione; a questo si aggiungono le risorse umane interne impiegate in altre attività di supporto al territorio, annualmente con circa 3.000 giorni uomo, concentrate nel service ad enti strumentali, e nello sviluppo di interventi istituzionali. La ripresa dell’attività istituzionale ha visto un progressivo consistente recupero dello strumento dei bandi, privilegiando l’emanazione di bandi tematici rispetto ad un unico bando generalista come avveniva in passato. Lo stock di debito per erogazioni si è fortemente ridotto grazie all’impegno della Fondazione nel liquidare i contributi deliberati in passato prestando comunque attenzione alle esigenze manifestate dai beneficiari nel rinegoziare le scadenze.