Fondazione Mps ricorda il Beato Ambrogio Sansedoni: messe nella Cappella di Palazzo Sansedoni

Il pane benedetto sarà distribuito ai fedeli, con offerte destinate alla Caritas diocesana.

Di Redazione | 16 Marzo 2026 alle 17:30

Fondazione Mps ricorda il Beato Ambrogio Sansedoni: messe nella Cappella di Palazzo Sansedoni

La Fondazione Monte dei Paschi di Siena celebra la ricorrenza della nascita al cielo del Beato Ambrogio Sansedoni con due celebrazioni liturgiche in programma venerdì 20 marzo 2026 nella Cappella di Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione in Banchi di Sotto 34.

La prima Santa Messa, prevista alle ore 9, sarà officiata dal Cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo metropolita di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e arcivescovo-vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, alla presenza delle autorità cittadine.
Alle ore 11 si terrà invece la seconda celebrazione, presieduta da Padre Bruno Esposito, superiore della Comunità di San Domenico in Siena.

Durante la ricorrenza sarà distribuito il pane benedetto ai partecipanti e le offerte raccolte saranno devolute alla Caritas diocesana di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, a sostegno delle persone in difficoltà del territorio.

La figura del Beato Ambrogio Sansedoni

Ambrogio Sansedoni nacque a Siena il 16 aprile 1220 da una nobile famiglia proprietaria del palazzo che oggi ospita la Fondazione Mps. A soli diciassette anni entrò nell’Ordine Domenicano e studiò a Colonia, dove ebbe come maestro San Alberto Magno e tra i compagni di studi San Tommaso d’Aquino e Pietro di Tarantasia, futuro papa Innocenzo V.

Chiamato a insegnare a Parigi, Sansedoni si distinse soprattutto come predicatore, capace di parlare nelle chiese ma anche nelle piazze con grande efficacia. Per questo motivo nella tradizione iconografica viene talvolta raffigurato con una colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo, che gli parla all’orecchio.

Nel corso della sua vita fu protagonista di numerosi interventi di mediazione politica e religiosa, impegnandosi nel ricomporre conflitti e favorire tregue, qualità che gli valsero la fama di instancabile riconciliatore.

Dopo molti viaggi in Europa e in Italia, tornò a Siena, dove morì il 20 marzo 1286, colpito da un malore mentre stava predicando. La città lo ha ricordato nei secoli con diversi omaggi, tra cui un busto sulla facciata del Duomo e, fino alla metà del Cinquecento, anche con un Palio a lui dedicato.

Nel 1597 papa Clemente VIII lo inserì nel Martirologio romano. La sua figura è stata anche protagonista del drappellone del Palio del 2 luglio 1986, dipinto da Carlo Cerasoli e vinto dalla Contrada del Drago, in occasione del settimo centenario della morte.



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