Fondazione Mps, Rossi replica alla maggioranza in consiglio comunale: “Modifiche allo Statuto? Chiaro che non avrebbero riguardato il rinnovo di questa governance”

Il presidente dell’ente di Palazzo Sansedoni risponde alle critiche mosse dai banchi di centrodestra e delle forze civiche di governo

Di Cristian Lamorte | 1 Aprile 2026 alle 18:00

Nei giorni scorsi la levata di scudi dei capigruppo di maggioranza in consiglio comunale a Siena contro il presidente della Fondazione Monte dei Paschi Carlo Rossi, reo, secondo i partiti di centrodestra e le forze civiche di governo, di aver proposto una modifica allo statuto dell’ente di Palazzo Sansedoni che avrebbe permesso l’ampliamento della platea per la scelta dei nuovi componenti della deputazione amministratrice, tra cui il futuro presidente, in scadenza tra poche settimane. “Aggiustamenti ad hoc” e “interventi costruiti in laboratorio, magari più orientati su singoli nomi che su prospettive di sviluppo del territorio” le parole usate dai capigruppo di maggioranza. Pronta la risposta del presidente Rossi su una proposta di modifica dello statuto che sì c’è stata ma che nulla avrebbe comunque a che fare con la deputazione amministratrice e con il presidente che raccoglieranno il testimone di Rossi e degli attuali vertici.

“Mi sono permesso, in sede di valutazione di una prospettiva di modifica dello statuto, di introdurre un tema cioè quello di allargare la platea dei possibili membri della governance al mondo dei docenti universitari delle nostre università, che attualmente non possono essere designati nei nostri organi e quindi ho sollevato questa possibilità – ha spiegato Rossi -. Ci sono dei dubbi all’interno della deputazione generale, molto seri, legittimi naturalmente. Vorrei sottolineare un aspetto, questo sì però: questa proposta, qualora fosse stata accettata, non avrebbe inciso sull’attuale rinnovo della deputazione amministratrice. Cioè era chiaro, c’era anche una clausola che prevedeva che sarebbe entrata in vigore successivamente, quindi nessun colpo di mano, nessun tentativo strano. Questo tema di allargare la platea di potenziali persone che potrebbero svolgere un’attività all’interno della Fondazione, secondo me è un tema su cui riflettere, perché la città è una città con sempre meno abitanti. Viene reclamato, credo anche in maniera giusta, che gli amministratori della Fondazione siano persone nuove che conoscano a fondo il territorio, che siano magari persone giovani. Giustamente abbiamo introdotto il tema delle pari opportunità, della parità di genere. Ci sono tutta una serie di vincoli che credo potrebbero portare qualche difficoltà agli attuali membri della deputazione generale chiamati a scegliere il nuovo presidente e i quattro membri della deputazione amministratrice. La platea su cui scegliere – ha concluso Rossi – deve tener conto di tante esigenze e la scelta è tra un ambito abbastanza contenuto”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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