Fondazione Santa Maria della Scala, ecco le prime parole del neo presidente Cristiano Leone: "Il mio desiderio? Uno spazio collettivo per mente e spirito"

"Consiglio di amministrazione composto da personalità di rilievo, iniziamo a lavorare da subito" si presenta così alla città il neo presidente

Di Cristian Lamorte | 8 Gennaio 2024 alle 14:24

Fondazione Santa Maria della Scala, ecco le prime parole del neo presidente Cristiano Leone: "Il mio desiderio? Uno spazio collettivo per mente e spirito"

“È con orgoglio ed emozione che vi annuncio di essere il nuovo Presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala su nomina del Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, al termine di una selezione pubblica. Il Santa Maria della Scala è stato uno dei più imponenti e antichi ospedali europei”. Sono queste le prime parole di Cristiano Leone, neo presidente della Fondazione Santa Maria della Scala.  “È ora, a seguito di una colossale opera di recupero, uno dei massimi complessi museali e culturali non solo di Siena, ma d’Italia e d’Europa. La Fondazione oggi accoglie il Museo archeologico nazionale, la Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti, la Collezione Piccolomini Spannocchi, il Museo d’Arte per bambini, nonché un’importantissima serie di itinerari di visita che esplorano la complessità storica, architettonica, artistica e funzionale dell’edificio, oltre alle opere di immenso valore storico e artistico che contengono, come il capolavoro monumentale della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia. Ritorno così nella mia Siena adorata, dopo i magnifici anni trascorsi in occasione del mio dottorato europeo in Filologia Romanza, essendo pienamente consapevole della grande responsabilità del mio ruolo e dell’onore di presiedere un Consiglio di amministrazione composto da personalità di rilievo – Niccolò Fiorini, Viviana Castelli, Francesco Piroli e Massimiliana Quartesan – e di accompagnare il lavoro della Direttrice Chiara Valdambrini e della sua squadra”.

Iniziamo a lavorare da subito, consci che il Santa Maria della Scala non è il prodotto della storia di singoli individui ma di una collettività, ed è in questa chiave che desidero indirizzare la mia visione al servizio di questa istituzione. Da Presidente, ambisco ad apportare la mia doppia competenza, manageriale e artistica, che ho esplorato nel mio insegnamento universitario ma che ho potuto soprattutto applicare, attraverso progetti sia sperimentali che rivolti al grande pubblico, per preservare e valorizzare il patrimonio storico, culturale e artistico del Santa Maria della Scala – aggiunge -. Farò frutto dell’esperienza professionale presso diverse realtà internazionali; indirizzerò i miei sforzi a intessere partenariati sia pubblici che privati; proporrò di portare la cultura performativa tra le mura del museo; mi adopererò a dare il mio contributo alla strategia della comunicazione, affinché il Santa Maria della Scala trasformi il suo immenso patrimonio culturale in un volano per il territorio, attraverso il dialogo con le arti contemporanee e con la tecnologia, con una sensibilità sempre più marcata nei confronti della sostenibilità, sia energetica che ambientale. Ma prima di ogni cosa, dovremo sempre ricordarci che, così come quando questo luogo fu ospedale, anche la nostra politica culturale dovrà quindi essere sempre basata sull’umanità e sul rispetto. Il mio più grande desiderio, infatti, è che questo luogo carico di storia, che ha accolto tra le sue mura milioni di persone nei secoli, possa pienamente trasformarsi in uno spazio collettivo per la mente e lo spirito, un luogo di aggregazione, condivisione, premura, attenzione all’altro, che ci ha preceduti e che ci è contemporaneo, e a chi verrà dopo di noi – sottolinea – . Per questo il mio progetto per il Santa Maria della Scala è aperto a tutti coloro che vorranno e potranno contribuirvi. Ringrazio il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, per avermi giudicato all’altezza di questo compito. Saluto dunque i cittadini senesi, che erano già nel mio cuore e che da oggi lo sono – se possibile – ancora di più; ringrazio il Presidente e i consiglieri uscenti per il loro operato, e tendo e stringo forte la mano ai miei colleghi del nuovo Consiglio di amministrazione, alla Direttrice, al Comitato Scientifico, al Collegio dei Revisori dei Conti, e a tutta la squadra del Santa Maria della Scala. Concludo invitandovi tutti a visitare questo luogo straordinario: io stesso mi ci ero recato appositamente tra un viaggio e l’altro qualche settimana fa per visitare, in particolare, una delle mostre in corso – quella, raffinatissima, e di livello internazionale nel senso più alto – di un artista che ho sempre amato, Fausto Melotti (“Fausto Melotti. In leggerezza. Un omaggio a Italo Calvino”, a cura di Michelina Eremita). Ne ero rimasto affascinato, come del resto lo sono stato ogni volta che ho varcato le soglie del portale di accesso del Santa Maria della Scala. E adesso, al lavoro”.

Cristiano Leone è titolare di un dottorato di ricerca in Filologia Romanza (Scuola di dottorato europeo in Filologia Romanza dell’Università di Siena) e di un Executive Master in Management (Solvay Brussels School of Economics and Management). Ha insegnato Linguistica e Filologia all’Université de Namur, Humanités e Histoire a Sciences Po Paris, Programmazione culturale all’università LUISS Guido Carli. Dal 2014 al 2016 è stato responsabile della Formazione presso Sorbonne Universités. Dal 2016 al 2019 ha ricoperto il ruolo di responsabile della programmazione culturale e della comunicazione dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Nel 2018, con Electa, ha ideato per le Terme di Caracalla (Museo Nazionale Romano) il festival sperimentale Ō, esteso nel 2019 anche al Museo di Palazzo Altemps. Nello stesso anno ha concepito la drammaturgia delle Troiane di Euripide al Teatro Greco di Siracusa ed è stato autore della trasmissione speciale Il giorno della Libertà, in occasione del trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino (Rai Tre). Tra il 2020 e il 2021 ha ideato e diretto tre cortometraggi per l’Ambasciata di Spagna in Italia, in collaborazione con la Real Academia de España en Roma, l’Instituto Cervantes e Rai Cultura. Tale progetto audiovisivo, intitolato RADIX (RADIX I: 2020 ; RADIX II : 2021 e RADIX III, di prossima uscita), è stato girato in alcuni dei più emblematici monumenti e musei della capitale: il Tempietto del Bramante, le Terme di Caracalla e il Museo di Galleria Borghese. È autore e curatore di numerose pubblicazioni di ambito filologico e artistico (Salerno Editrice, Accademia Nazionale dei Lincei, Electa, etc.).

 

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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