Compravendita di immobili, acquisti di auto di lusso tra cui una Bentley e bonifici sospetti: secondo la Procura di Siena, parte dei fondi erogati dallo Stato durante l’emergenza Covid sarebbero stati usati per piaceri personali, invece che a sostegno delle aziende. Ora quattro imprenditori tra i 49 e i 66 anni, residenti nelle province di Torino, Roma, Siena e Varese, dovranno rispondere, a vario titolo, davanti al Tribunale della città del Palio di accuse gravissime: truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione di fondi pubblici e autoriciclaggio. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 10 febbraio con la gestione dei finanziamenti straordinari messi a disposizione durante la pandemia che torna sotto i riflettori giudiziari.
Dagli atti raccolti dall’accusa e ora al vaglio del giudice dell’udienza preliminare, dottor Andrea Grandinetti, emerge che tra il 2020 e il 2021 il gruppo avrebbe ottenuto oltre 600 mila euro di finanziamenti pubblici presentando presunte dichiarazioni fiscali alterate o non corrispondenti al vero. Le somme, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbero poi finite in parte nell’acquisto di immobili, veicoli di alta gamma e in bonifici privi di giustificazione, in contrasto con le finalità previste dalle norme emergenziali.
L’indagine, coordinata dalla Procura senese, è nata da alcune segnalazioni di operazioni bancarie sospette, con successivo coinvolgimento delle autorità fiscali. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Michele Bellandi (nella foto) e Marco Caroppo del Foro di Siena e Stefano Castrale e Federico Caporale del Foro di Torino.
Le contestazioni comprendono richieste di finanziamenti a istituti come Bnl, Fises Spa e Credem, garantiti dal Decreto Liquidità del 2020 varato dal Governo per supportare le imprese durante il lockdown. In almeno tre occasioni, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i fondi sarebbero stati fatti transitare su conti di società legate agli stessi imputati, o impiegati per operazioni immobiliari e acquisti non compatibili con l’attività aziendale.
Non risultano coinvolte amministrazioni locali o altri enti pubblici, completamente estranei alla vicenda.
L’udienza, che si svolgerà a porte chiuse nell’aula Montalto del Palazzo di Giustizia di Siena, rappresenta il primo passaggio processuale di una vicenda che riaccende l’attenzione sull’utilizzo dei fondi pubblici dopo l’emergenza Covid.