“L’affermazione del No al referendum rappresenta una vittoria della Costituzione. Gli italiani hanno parlato con chiarezza: il No ha prevalso nettamente a livello nazionale con il 54% così come a Siena e nei Comuni della provincia dove ha raggiunto punte di oltre il 60%, in una consultazione caratterizzata da un’altissima partecipazione popolare. Questo risultato netto va letto come un forte segnale di attaccamento ai principi fondamentali della nostra Carta costituzionale che nessun Governo di turno può mettere in discussione.
La riforma bocciata avrebbe minato l’unità dell’ordine giudiziario e l’autonomia della magistratura; si trattava di un intervento pericoloso, concepito a colpi di maggioranza e senza un vero confronto in Parlamento e con i cittadini.
La vittoria di oggi dimostra che gli italiani non sono disposti a cedere pezzi di garanzia costituzionale in nome di una manovra di palazzo che non produce “efficienza” e che nascondeva in realtà il tentativo di mettere sotto tutela il potere giudiziario, con l’indipendenza della magistratura che rimane un pilastro irrinunciabile della democrazia. E anche a Siena, così come in tutto il territorio senese, ha vinto il No in linea con i valori costituzionali della nostra provincia, riflettendo il rifiuto diffuso di una riforma percepita come sbilanciata e non condivisa.
Il governo, che si è esposto in prima persona anche con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dimostra ormai di aver perso la fiducia dei cittadini per le troppe promesse che non ha mantenuto a fronte di un Paese dove crescono disuguaglianze e mancano sempre più equità sociale e opportunità per famiglie, giovani e imprese.
Il messaggio che esce dalle urne è limpido: la Costituzione non si cambia per rivalsa politica. Il Governo ascolti le cittadine e i cittadini italiani. Da parte nostra continueremo a proporre provvedimenti seri, su temi che i cittadini sentono ormai come urgenze e su cui il governo ha colpevolmente latitato.”
Lo sottolinea il Senatore del Partito Democratico Silvio Franceschelli a proposito dei risultati del referendum del 22 e 23 marzo 2026.