Siena. Furti nei supermercati: se sono "maranza", il personale non deve intervenire per motivi di sicurezza

Pracchia di Confcommercio a Buongiorno Siena: "C'è anche chi ruba per poi rivendere sotto banco, come nel caso degli alcolici ai minori fuori dai locali".

Di Redazione | 14 Gennaio 2026 alle 14:00

Una situazione con cui anche Siena deve fare i conti, quella di furti e taccheggi nei negozi di vicinato e supermercati dove, con frequenza, gruppetti di giovani si mettono in tasca cibo e bevande senza pagare. In alcuni casi le direzioni dei negozi hanno dato ordine ai cassieri di non intervenire. L’alziamo le mani da parte degli esercenti suona come una sconfitta della sicurezza in una città poco avvezza a certi episodi di micro delinquenza giovanile.

Ad esprimere la sua preoccupazione è stato Daniele Pracchia, direttore di Confcommercio, ospite a Buongiorno a Siena.

“C’è da dire che questo fenomeno si è verificato anche a Siena. Non si dice dove, come e quando per motivi di riservatezza, però ci sono state situazioni in cui la direzione della struttura ha detto al personale che, in determinati casi anche se vedete il furto, lasciate perdere perché il rischio che c’è, è più Alto del valore della merce – ha affermato il direttore di Confcommercio – purtroppo si parla di maranza, questa parola brutta che identifica un certo tipo di ragazzi giovani che hanno comportamenti non tanto leciti, che vanno impunemente nei suoi mercati, si riempiono le tasche di roba ed escono senza pagare. E i cassieri hanno avuto anche indicazioni di non intervenire per evitare situazioni di confusione, di rissa che potrebbero sfociare anche in danni verso lo stesso personale e i clienti”.

C’è poi il furto o il taccheggio per necessità, legati all’aumento del costo della vita. Secondo una riflessione di Confcommercio Nazionale il problema dei furti è in aumento soprattutto per prodotti di valore come alcolici, salumi, formaggi, caffè, profumerie e persino integratori.

“C’è stata una evoluzione o se vogliamo dire meglio una involuzione del fenomeno perché soprattutto nella grande distribuzione, nei bilanci è sempre stata prevista una quota di perdite legate a taccheggio e furti. Purtroppo si è notato che negli ultimi anni questa quota, che prima girava intorno allo 0,30% del fatturato, sta andando sull’1% e forse anche più”.

Ma non c’è solo la necessità, c’è anche chi ruba per poi rivendere sotto banco, come nel caso degli alcolici ai minori.

“La vendita per esempio dei liquori sottratti nei supermercati e poi rivenduti fuori dalle discoteche ai ragazzi senza guardare se sono minorenni o meno”.



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