Il “film senese” di Thelma & Louise cala il sipario. Si era partiti da un’auto sparita in poche ore, si era finiti con uno scuolabus ricomparso a Siena e una storia che, nell’estate 2023, aveva trasformato Poggibonsi in un palcoscenico inatteso. Questa mattina però, nell’aula del Tribunale di Siena, la vicenda giudiziaria che ruotava attorno alla trentottenne senese ribattezzata “Louise” si è chiusa con una pronuncia netta: non luogo a procedere.
Davanti al giudice Francesco Picardi, con il pubblico ministero Alberto Bancalà, la donna era imputata di furto aggravato in concorso per due episodi distinti contestati nel 2023: il furto di un’autovettura e quello di uno scuolabus sottratto a Poggibonsi e ritrovato successivamente a Siena, nelle vicinanze della sua abitazione. Un procedimento che correva in parallelo a quello dell’amica, lei soprannominata “Thelma”, originaria di Bagno a Ripoli, la cui posizione era stata definita nell’ottobre 2025 con patteggiamento per lo scuolabus (1 anno e 2 mesi e 300 euro di multa), mentre per l’auto era intervenuta la remissione di querela.
Nell’udienza di oggi il pm Bancalà ha chiesto per l’imputata una condanna a 1 anno di reclusione e 300 euro di multa, ricostruendo la vicenda come un’azione condivisa e contestando l’aggravante legata alle modalità del fatto e alla natura del mezzo.
Di segno opposto la linea della difesa, affidata all’avvocato Riccardo Dainelli (foro di Siena), che ha articolato la discussione su un doppio piano. Per il capo relativo all’autovettura, il legale ha chiesto dichiararsi non doversi procedere per estinzione del reato in conseguenza della remissione della querela. Sul capo relativo allo scuolabus, la difesa ha sostenuto l’improcedibilità evidenziando, in sintesi, due profili: la querela sarebbe stata proposta da soggetto diverso dal proprietario con delega con firma non autenticata e quindi non valido. In subordine, Dainelli ha invocato la particolare tenuità del fatto e, in ogni caso, la concessione di attenuanti e benefici di legge, rimarcando l’assenza di precedenti penali dell’imputata.
Nel quadro difensivo è stato anche richiamato un elemento fattuale: lo scuolabus, secondo quanto sostenuto, sarebbe stato lasciato in condizioni tali da agevolarne l’uso da parte di chiunque (aperto e con le chiavi a bordo), circostanza valorizzata per contestare l’impostazione aggravatoria prospettata dall’accusa, ma giuridicamente non ha inciso sulla procedibilità del reato.
Dopo circa 30 minuti di camera di camera di consiglio, il giudice Picardi ha pronunciato la sentenza.
Per il furto dell’autovettura, il tribunale ha dichiarato non luogo a procedere prendendo atto della remissione della querela: un passaggio che, nei reati procedibili a querela, incide direttamente sulla possibilità stessa di proseguire l’azione penale.
Per lo scuolabus, il giudice ha disposto ancora non luogo a procedere, questa volta per improcedibilità legata alla querela. Sono stati concessi 20 giorni per il deposito delle motivazioni.
La vicenda – che nel 2023 aveva avuto anche strascichi mediatici per l’episodio di uno spogliarello avvenuto in caserma e per la sequenza di spostamenti ricostruita anche tramite immagini di videosorveglianza – ha così avuto due esiti giudiziari distinti: patteggiamento per l’amica (“Thelma”) sul furto dello scuolabus, e oggi stop al processo per “Louise” su entrambi i capi, per ragioni di procedibilità.
Ora la parola passa alle motivazioni: sarà lì che si leggerà, nero su bianco, la ricostruzione giuridica che ha portato alla chiusura del procedimento davanti al Tribunale di Siena.