Gaiole in Chianti, truffa del finto carabiniere: due condanne

Rito abbreviato in Tribunale: un anno e quattro mesi e 1.000 euro di multa. Recuperati gioielli e contanti nascosti dal 19enne; per lui sospensione della pena, recidiva contestata al 54enne

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 25 Febbraio 2026 alle 21:30

Gaiole in Chianti, truffa del finto carabiniere: due condanne

Una voce al telefono, la parola “incidente”, poi la richiesta secca: “Consegni contanti e gioielli a un perito”. Si è consumata così, in poche decine di minuti, la truffa ai danni di un’anziana di Gaiole in Chianti avvenuta nel novembre scorso. Questa mattina, 25 febbraio 2026, al Tribunale di Siena, quella stessa vicenda è arrivata al capolinea processuale: il giudice Alessandro Maria Solivetti Flacchi ha pronunciato la sentenza nei confronti dei due imputati arrestati il giorno dopo il raggiro. La decisione è maturata all’esito della discussione in rito abbreviato, celebrata davanti al giudice, con la Procura rappresentata dal vice procuratore onorario Maria Sebaste. A difendere gli imputati è stato l’avvocato Leandro Parodi del Foro di Siena, in sostituzione dei difensori di fiducia.

I fatti risalgono alla mattina del 25 novembre 2025. Secondo la ricostruzione confluita nel procedimento, la vittima – una donna di 81 anni residente nel centro di Gaiole – fu contattata telefonicamente da un uomo che si presentò come carabiniere, sostenendo di essere con un presunto “brigadiere”. Le venne riferito che una delle sue auto sarebbe stata coinvolta in un grave sinistro con esito mortale e che, per “evitare conseguenze”, avrebbe dovuto consegnare denaro e preziosi a un “perito” incaricato di ritirarli.

Sotto pressione, l’anziana raccolse monili in oro per un valore indicato in 14.700 euro e 490 euro in contanti. Poco dopo si presentò un 19enne, che ritirò rapidamente quanto consegnato; il complice, un 54enne con precedenti specifici, lo attendeva in auto a breve distanza.

L’allarme partì quando la donna comprese di essere stata truffata e chiamò i carabinieri. I militari, che stavano già monitorando un veicolo segnalato come sospetto, intercettarono l’auto con i due uomini circa venti chilometri dopo, lungo la direttrice verso Siena.

Durante la perquisizione, i gioielli e il denaro vennero rinvenuti occultati negli indumenti intimi del giovane. La refurtiva fu recuperata integralmente e riconsegnata alla vittima.

Il giorno successivo ai fatti, il 26 novembre 2025, al Tribunale di Siena si era svolta l’udienza di convalida dell’arresto: il giudice Solivetti Flacchi confermò il fermo per entrambi. Per il 54enne dispose i domiciliari (senza braccialetto elettronico), valorizzando i precedenti; per il 19enne, invece, ritenne non sussistenti esigenze cautelari tali da imporre misure restrittive e lo rimise in libertà. Nel prosieguo, la difesa aveva chiesto termine a difesa anche in vista della scelta del rito abbreviato, poi effettivamente celebrato, con la discussione odierna.

Questa mattina il Tribunale ha definito il procedimento con una condanna per entrambi gli imputati a un anno e quattro mesi di reclusione, 1.000 euro di multa e spese processuali. Il giudice ha concesso le attenuanti generiche; per l’imputato più anziano è stata contestata la recidiva. Per il 19enne sono stati riconosciuti i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione nel certificato del casellario giudiziale. La motivazione della sentenza è stata fissata in 60 giorni.

Resta sullo sfondo un elemento già emerso nelle fasi iniziali dell’inchiesta: la possibile presenza di ulteriori soggetti coinvolti, almeno sul versante delle chiamate e dell’organizzazione del raggiro. La Procura, nei mesi scorsi, aveva indicato l’intenzione di proseguire gli accertamenti per identificare eventuali altri complici. Intanto, il caso si aggiunge a una serie di episodi che colpiscono soprattutto persone anziane con schemi ormai ricorrenti: la telefonata “istituzionale”, l’urgenza costruita ad arte, l’invito a consegnare valori a un incaricato. Una dinamica che, in questa vicenda, ha trovato un epilogo rapido grazie all’intervento immediato dei carabinieri e, oggi, alla definizione in aula con il rito abbreviato.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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